AKIRA

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Stasera vado a vedere AKIRA al cinema.
Molti fortunati, nonché lungimiranti avanguardisti, della mia generazione lo hanno visto in sala nel 1992, adolescenti o preadolescenti, e in molti casi le loro vite sono rimaste segnate per sempre. Di certo in moltissimi casi sono diventati dei nerd, nell’accezione utilizzata PRIMA che essere nerd fosse una figata.
Io lo vidi in VHS a 15 anni, un regalo del mio ragazzo di allora (il primo!!) che di anni ne aveva 20 ed era un nerd fatto e finito. L’imprinting fu totale, sia coi ragazzi (me povera) che con la materia trattata.
Lo vidi tre volte in due giorni. Soltanto Ritorno al Futuro e i Goonies prima, e Pulp Fiction dopo, ebbero un effetto così devastante.
AKIRA ha segnato anche la mia, di vita.

BLOG’S NOT DEAD!

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Gente.
C’è ancora qualcuno lì fuori?
Più sto senza scrivere sul blog, più mi convinco che non lo chiuderò mai perché ho troppe cose da dire ancora.
Penso almeno a due post diversi ogni giorno, poi vado a letto sconfitta ogni sera.
Non devo scrivere per “voi”, chiunque sia là fuori, ma come mi ripeto sempre per ME.
Mi sto scordando come si scrive, non va bene. Mi serve un posto dove poter dire quello che voglio, in frasi più lunghe di 140 caratteri.
Ammettiamolo, la colpa è di Twitter. Non pensavo, invece è così. Uno sfogo istantaneo partorito in un minuto, più volte al giorno, mi ha tolto l’urgenza di prendermi un’ora e buttare giù un intero post come si deve, perché tanto le mie cazzate posso dirle anche lì.
SBAGLIATO.
Niente potrà e dovrà mai rimpiazzare la sweethome, non per mero sentimentalismo, ma perché è la mia palestra con le parole, se ancora ha senso per me averne una (DEVE averlo, perché ancora con le parole lavoro, o semplicemente perché mi piacciono, mi rilassano, mi appagano).
Non ho più scritto nemmeno i report dei viaggi, né le recensioni dei film, né i Tofu&Broccoli, nemmeno quello del FEFF!! Non passa giorno senza che io ci pensi.
Vi dovrei davvero parlare di MILLE cose diverse, magari sempre le stesse ma oh, sono sempre la stessa anch’io.
Sto battendo la fiacca.
Meno faccio, meno ho voglia di fare. Credo sia normale, o no?
Anche se non ho più una sera libera, e quando ce l’ho la passo con la tisana sul divano, ciò non vuol dire che io stia *producendo* qualcosa.
Faccio faccio e non produco niente, il che vuol dire che NON faccio.

Proviamo a ricominciare da qui, anche per esorcizzare lo stress, anche perché se non uno psicologo mi serve almeno un surrogato, anche perché se non ricordo male era una cosa DIVERTENTE.

Basta chiacchiere, non prometto niente e non garantisco, ma almeno ci provo.

 

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