Metodi (via whatsapp)

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28/12/12 15:10:10: Fede: Io cmq sto un vero schifo, ma tu quando hai le paturnie estive che fai? Imprechi frigni e aspetti che ti passano?
28/12/12 15:10:25: Fede: (Per ora questo è il mio metodo)
28/12/12 15:11:07: XXX: Io le paturnie mica ce l’ho solo d’estate. Comunque si’, stessa procedura ma ci aggiungo ansia e ipocondria.
28/12/12 15:11:29: Fede: Checazz
28/12/12 15:11:51: Fede: Medicine o droghe?
28/12/12 15:13:04: XXX: Niente di tutto questo. Di solito dopo aver detto vaffanculo e attaccati al cazzo a chiunque per sette giorni di seguito passa tutto. Poi uno dice che e’ egoista, ma bisogna essere inflessibili e costanti.
28/12/12 15:13:34: Fede: Ah
28/12/12 15:13:52: Fede: Proverò

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DuemilaCredici

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DFW

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La persona che ha una così detta “depressione psicotica” e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette “per sfiducia” o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un’occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l’altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano “No!” e “Aspetta!” riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta.

da Infinite Jest, David Foster Wallace (morto suicida)

Il mese più lungo, il mese più buio

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Caro Francesco,

al centro Apple mi hanno sostituito l’iPhone e me ne hanno dato uno che funziona, al contrario del tuo.
La faccenda è risolta ma immagino che non vedrò mai lo scontrino per il secondo anno di garanzia.
Perciò sappi che ti auguro di non scopare mai più in vita tua.
Anzi, con tutti gli accidenti che ti ho mandato è probabile che ti caschi l’uccello, cosa di cui temo nessuna donna sentirà mai la mancanza.

Vai tranquillamente affanculo, e buon Natale.
Federica

Questa qui sopra è la mail che ho appena mandato a tale Francesco Petraccone, il bastardo che mi ha venduto un iPhone usato che non funzionava.
Ditemi voi se io, che sono tipo la persona più buona del mondo, devo ridurmi a mandare mail del genere la vigilia di Natale.
Ma se tu mi imbrogli, mi vendi una cosa che non funziona, poi non rispondi alle mie mail educatissime e sparisci alle mie richieste di aiuto, come minimo ti meriti questo e altro.
PLEASE, non mi fate anche voi le domande di rito (“ma non l’hai provato prima?” “ma non ti ha dato il numero di telefono?” “ma non potevi chiamarmi e ti davo una mano?” and so on), vi assicuro che ho una risposta adeguata per tutto, quindi fidatevi. Oppure no, pensate pure che sia una gonza, perché probabilmente è vero.

Ma alla fine sì, ho un iPhone 4S rigenerato, sto a rota persa di Ruzzle  (giocate con me, ve ne prego!!! Il mio nome è “Alabama!” col punto esclamativo e sono una pippa, tranquilli) e per il resto lo uso per vedere che tempo fa e quale film fanno in quale cinema. Solo un altro passo verso l’omologazione, ma forse non adorare quell’aggeggio e trattarlo con sufficienza mi renderà diversa dalle masse (no).

Domani è Natale e Iddio solo sa quanto io non veda l’ora che questo dicembre dimmerda finisca. Dicembre è il mese peggiore dell’anno, sono circa tre anni che lo penso e sono circa tre anni che dico “l’anno prossimo vado a svernare nell’altro emisfero” cosa che puntualmente non succede.
Be’ io ve lo dico. Se l’anno prossimo vedete che mi accingo di nuovo a passare a Roma le sante feste siete autorizzati a mandarmi affanculo e bucarmi le ruote della macchina. Fatelo per me, così capirò quanto sono stronza.

Di buono c’è che ricomincerò a tradurre manga, di molto cattivo c’è che mi hanno decurtato la tariffa e questa cosa mi ha fatto soffrire di gastrite nervosa per una settimana.
Ho cominciato a tradurre quasi sei anni fa e al momento prendo circa la metà di quanto prendevo all’inizio. Quando si dice “fare carriera”. Mi sembra una ragione sufficiente per scatenare una rivoluzione, e non è detto che ciò non accada. Alabama alla testa della folla, armata di dizionario e piuma d’oca. Ne ferisce più la penna.

Ma perché sto parlando di lavoro?

Buon Natale e tante care cose a tutti, se a Capodanno vi avanza un posto a tavola invitatemi, sono disperata e alla ricerca di qualcosa da fare che mi eviti il suicidio.
Scherzo. A gennaio andrà tutto meglio, me lo ripeto come un mantra. Mantra che ti passa.

HO! HO! HO!

babbo

(e il fatto che anche i Maya ci abbiano coglionato mi ha ulteriormente indispettito)

I film di Torino! /3

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Ed ecco l’ultima tranche, questa ve la consiglio caldamente perché si parla dei film BOMBA.
Qui.

E ora che lo strazio è finito ringrazio l’impaginino C&B e torno a non-postare! Contenti?
No dai, scherzo.
(?)

I film di Torino! /2

2 commenti

Eccomi di nuovo, questi trucchetti per simulare di aver scritto dei post sono patetici, I know.
Cliccate QUI per altre sgargianti recensioni.
Domani la terza e ultima parte.
YO!

I film di Torino!

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Gente, non sono morta.
Ma diciamo che ho visto tempi migliori.
Siate fieri però, perché ho messo tutte le mie energie (poche) nel redigere un fantastico report dei film che ho visto a Torino, che andrà in onda in 3 atti a partire da oggi sul cineblog più gonzo ganzo dell’universo, sempre il solito.
Cliccate sull’immagine per il post di oggi.
Domani magari posto di nuovo per ricordarvi di cliccare anche domani. E poi dopodomani. Vabbè se semo capiti.

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