Per avere ancora meno tempo per scrivere sul blog mi sono iscritta a un corso di swing. Nel senso di ballo. Ballo swing, roba antica rockeggiante. Boogie Woogie, quelle cose lì.
Perché forse non tutti sanno che io ballo sempre, ballo tanto e ballo tutto, anche se non sono capace. Ho l’assurda convinzione di essere in grado di imparare i passi in poco tempo, dando rapide occhiate a chi mi sta intorno o seguendo ciecamente chi balla con me. La cosa ovviamente non è vera ma mi toglie dall’imbarazzo e mi disinibisce a sufficienza. Per fare figuracce in allegria.
Io poi sono anche una che si imbarazza facile. Per dire, da sola ballo benissimo (vabbè) poi quando è il momento di rifare lo stesso passo in coppia sbaglio tutto. Che sia una sottile metafora della mia vita?
È che io sotto i riflettori sono the ultimate frana, per questo non so insegnare, ho una pessima dialettica e non sarò mai un avvocato né una venditrice porta a porta. Stare al centro dell’attenzione per un qualsiasi motivo mi provoca disagio e mi manda in bambola, anche se ora che ci penso a scuola quando mi interrogavano alla cattedra non mi facevo tanti problemi. Boh, magari coi voti di mezzo la strizza me la facevo passare.
E quindi ballare. Ballare è una figata e dovrebbe essere insegnato nelle scuole, altro che suonare il flauto (quanto cazzo lo si odiava il flauto alle medie?). Due ore di ballo a settimana, e vedi come i maschi fanno meno gli stronzi e le femmine escono fuori dal guscio (oppure finiscono cocainomani dalla De Filippi, tutto pò esse).
Io da piccola ero timida e introversa fino al midollo, diciamo fino ai 14-15 anni, e pensavo di aver ripreso tutto da mio padre, che è un dannato orso ciccione che odia essere al centro dell’attenzione e blabla. Ovviamente mio padre non ha mai ballato in vita sua, e io da piccola non ballavo mai e pensavo ecco, sono fottuta, mi vergogno a morte come quell’orso ciccione di mio padre, grazie papà mi hai rovinato la vita e non sarò mai la Cuccarini (Lorella, ti ho sempre amato). Poi a un certo punto, mentre io ero adolescente e passavo le serate a frignare, lui si è fatto trascinare a scuola di ballo (!!) da mia madre, non so grazie a quale orrendo ricatto, e un po’ mi è risalito nella stima. È pure diventato bravino, e io andavo ai loro saggi con la telecamera (drammatica e non rara inversione di ruoli a casa Alabama, chissà Freud che diavolo avrebbe detto). In seguito io sono uscita dal tunnel dell’adolescenza e oltre a scoprire che, tipo, la vita è bella, ho anche miracolosamente scoperto di aver invece ripreso da mia madre (almeno in questo), che è una che per farla smettere di ballare le devi sparare. Ok, adesso magari non più tanto, ma fino a qualche anno fa sì.
Ed ecco rivelato l’arcano. Mater semper certa est.

Ora, dato per assunto che non sarò mai la Cuccarini, e che non farò MAI saggi di ballo, lo swing è la cosa migliore che esista.

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