Adoro scendere a buttare la mondezza in pigiama alle undici di sera. E dire alla coinquilina io vado, se non torno parla con gli inquirenti. E fare solo dieci metri fino al marciapiede di fronte facendo la vaga come se stessi in abito da sera. E buttare i sacchi con aria circospetta come se fossero cadaveri fatti a pezzi, invece è solo la lettiera della gatta o buste piene di cocce di melone e bucce di frutta (che puzzano più della lettiera). E tornare indietro sperando che non sbuchi fuori nessuno proprio all’ultimo, ché qui c’è sempre qualche ragazzino che si sbaciucchia o qualche badante in ora d’aria.

Finora me la sono cavata, fiuuuu, una vita sul filo del rasoio ragazzi.

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