A giudicare da quello che leggo su twitter, che ormai è la mia principale fonte di informazioni, pare che stasera ci fosse Patti Smith a Roma.
Un paio di settimane fa c’è stato Morrissey.
Io non vado mai a nessun concerto di rockstar vere, ma su questi due almeno un pensierino ce lo potevo fare.
Patti perché è Patti, anche se non so tutta la discografia a memoria (anzi, molto poco) resta una delle donne più fiche dell’universo mondo rockeggiante. Immagino che il concerto sia un’esperienza, cioè, che ne valga la pena.
E niente, ero qui a casa a vedere Ginnaste – Vite parallele su La7. Roba forte.
Morrissey pure, ho un po’ rosicato perché gli Smiths mi piacciono tanto ma lui da solo non l’ho mai seguito. Quindi che ne so, magari le canzoni degli Smiths nemmeno le fa (uhm, ne dubito).
E niente.
Non sono mai stata una concertara incallita, ho visto cose fichissime in gioventù, tipo i Cure, i Placebo, I Depeche Mode, Lou Reed, roba di viaggi in treno allucinanti con ritorni notturni sdraiati per terra, le solite cose dei gggiovani insomma, ma poi a un certo punto basta, ho smesso di comprare cd e adesso sento al 90% musica di gente morta o con un piede nella fossa, che quindi difficilmente verrà a suonare all’auditorium (si poteva pensare lo stesso di Patti, e invece).
Di italiani avrò visto mille concerti degli Afterhours, mille dei Subsonica, poi Daniele Silvestri, i Bluvertigo (quando ero innamorata di Morgan), Carmen Consoli, tutti questi banalissimi su cui adesso tipo mi verrebbe da sputarci sopra. Ma no, dai. Be’, sui Subsonica sì, due palle. La Carmen pure, dopo tre dischi già mi aveva rotto.
De Gregori, “che non ci si va più perché suona i pezzi riarrangiati diversamente e non si possono cantare”, Battiato “che finché fa le vecchie da paura, quelle nuove chi le conosce” e boh, qualcun altro sicuro.
Adesso L’UNICO gruppo italiano, ma anche in generale, l’unico gruppo al mondo per cui ancora faccio la groupie sotto il palco, canto e ballo e mi dimeno, indovinate chi sono? Gli Offlaga Disco Pax. Cioè, un non-gruppo. Lui che recita testi, roba sintetica in sottofondo, un basso ogni tanto. E io lì a urlare e sbracciarmi e controllare il calendario per vedere quando saranno a Roma la prossima volta. Cose senza senso. Come anche andare a sentire TUTTI i concerti di tamburi giapponesi taiko che passano da queste parti. L’ultimo la scorsa settimana, una figata stratosferica. Loro.
Le mie fonti piemontesi mi hanno detto che BOB DYLAN ha suonato poco tempo fa in un microfestival a Barolo, la patria indovinate di che? Del barolo. Tanto microfestival non doveva essere, per avere BOB, ecco io a un concerto di BOB ci andrei tipo mettendomi in fila ai cancelli la sera prima, per lui lo farei. Ma rientra nella categoria “piede nella fossa” (Iddio non voglia!!!) quindi non è che ci spero tanto. BOB, perché a Barolo sì e a Roma no?! Per il vino eh, vecchio ubriacone.
Altra gente che andrei a sentire di corsa: i Beatles (morti), Janis Joplin (morta), i Ramones (morti), i Velvet Underground (morti), i Pink Floyd (morti).
Che palle. Non ho gusti così raffinati, sento la gente morta e non so niente della roba nuova, che comunque al 90% mi fa schifo a prescindere. Ah ecco, i Fratellis, quelli magari li andrei a sentire. I Fratellis sono bravi e divertenti. E vivi soprattutto. Ah, peccato che ho appena letto su wikipedia (volevo controllare che fossero vivi) che dopo due album, entrambi in mio possesso, si sono sciolti. Ma porco mondo. Niente, morti pure i Fratellis, ero l’unica a non saperlo.

Sul sito dell’auditorium dice che la settimana prossima c’è Morricone con la super orchestra. Lo stesso giorno dei Beach Boys all’ippodromo.
Un tripudio di piedi nella fossa, ah che darei per essere ubiqua e invece mancherò a tutti e due, scommettiamo?

 

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