Today is the day.
Già da settimane facciamo i conti di quanto tempo è passato, facce, nomi, episodi, eventi.
Otto stagioni viste più o meno in sei anni, sei anni di cene a base di pizza, cinese, pasta, antipasti, torte del discount, panna spray, divani, copertine, birra.
Stasera è l’ultima serata del Dr. House. Mi tremano le dita a scriverlo.
Stasera c’è il gruppetto di ascolto a casa mia, ho già comprato la torta marca Carrefour e la panna. Abbiamo le ultime quattro puntate da vedere in sequenza, le ultime dell’ottava stagione e le ultime per sempre.
House non è Lost in quanto ad aspettative sul finale, non deve spiegare inghippi e segreti, deve solo finire. E l’unica domanda è: faranno morire House?
Io oggi non ho aperto nessun giornale per paura di spoiler dall’America, dove la puntata è andata in onda ieri.
Twitter l’ho aperto, timorosissima, ma tanto i nuovi guru della televisione non guardano House, sono tutti concentrati su Girls e le nuove comedy. Non parlano più nemmeno di Mad Men.
Io vedo pochissimi serial e mi ci affeziono visceralmente (quando mi piacciono), diventano parte della casa, dell’arredamento e delle mie conoscenze. Mentre li vedo mi esalto e quando non ci sono mi mancano.
Come farò? House no more.
House non è Six Feet Under, non è Mad Men e nemmeno Breaking Bad, per citare quelli a cui mi sono visceralmente legata.
Non è un lungo film spezzettato in episodi, ci sono i casi di puntata, quelli belli e quelli meno belli, ci sono i personaggi odiosi e quelli simpatici, le volte che gli sceneggiatori proprio si erano drogati di brutto e le volte che ho pianto.
House è House ed è tutto quello che ho scritto sopra e mi mancherà tanto.

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