Vista da fuori, per chi non mi conosce, sembro una di quei personaggi femminili dei film che vivono da sole, vanno al cinema sole, fanno i viaggi, le serate con le amiche, hanno hobby ossessivo-compulsivi (che ora però vanno di moda), fanno i lavori strani, parlano col gatto, se la cavano alla grande e sembrano non avere bisogno di niente e di nessuno. Questo durante tutto il primo atto del film. Stanno belle tranquille, o almeno così pare. Poi un giorno arriva uno (in un bar, o al cinema, o al parco) che rimane tipo tramortito da tanta indipendenza e stravaganza (“ehi, ma come vai al cinema da sola? Pensavo che le donne nerd fossero tutte alte 120 cm e larghe uguali, vestite come Sailor Moon e coi capelli unti!” Battute di questo tipo), e lui può essere o del tutto simile a lei e in quel caso funziona subito, o di tutt’altra pasta, tipo avvocato fascista o idraulico ultrà, e in quel caso è un po’ più ardua, ma in ogni caso nei film c’è sempre lui che rimane colpito eccetera e si mette di punta a conquistare la tizia, che ovviamente da subito resta colpita pure lei (perché lui è tanto simpatico ed è il primo non sfigato che incontra da anni) ma se la tira un po’ perché sai, l’indipendenza, oddio, non ho una storia da un sacco, balle di questo tipo e poi nel terzo atto, dopo la crisi del mioddio ami ancora la tua ex stronzo era meglio il cinema da sola, si giurano amore eterno davanti a un kebab.

E invece no, nel mio caso sono sempre fissa al primo atto.

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