Forse sono stata influenzata da questo libro (a fumetti) che sto leggendo e che ho comprato veramente senza nessun motivo specifico se non l’interesse che mi aveva suscitato il personaggio di Zelda Fitzgerald nel film Midnight in Paris di Woody Allen.

E poi quando su Wiki ho letto questo:

Zelda Sayre Fitzgerald (Montgomery, 24 luglio 1900Asheville, 10 marzo 1948) è stata una pubblicista e scrittrice statunitense. Fu la moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald.
Autrice nel 1932 del romanzo autobiografico Save Me the Waltz (Lasciami l’ultimo valzer), morì all’età di quarantotto anni nell’incendio nell’ospedale psichiatrico sull’altopiano di Asheville – l’Highland Hospital – in cui era ricoverata a causa della sua instabilità mentale dovuta ad una grave forma di schizofrenia.
Per i suoi atteggiamenti anticonvenzionali e spregiudicati è stata spesso considerata una sorta di proto-femminista. È stata, insieme a Fitzgerald, un’icona dei ruggenti anni Venti e fu fra le prime Flapper (prototipo di maschietta, ovvero di donna con atteggiamenti e attitudini mascoline).
Al suo nome si è ispirato il designer giapponese Shigeru Miyamoto per il personaggio della Principessa Zelda nella serie di videogiochi Nintendo The Legend of Zelda.

Ho pensato che era PERFETTO. Era anche nata in Alabama! 😀
Quindi ogni volta dovrò ripetere “Zelda come la moglie di Fitzgerald! Non il videogioco!” dato che al videogioco non ho mai giocato in vita mia (forse ora dovrei iniziare).

Gattamanga

 

 

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