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È un fake?? È vero??

CHI NE SA QUALCOSA PARLI!!!

Lo stato del (mio) web

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Mi si dice che non ho più una vita 2.0 da quando è arrivata la pulciosa (storia vera, pulce vista coi miei occhi, momenti di gioia) ma io rispondo NON SIA MAI!!!
Che stia trascurando la sweethome è vero (e anche la home normale, ridotta un simpatico cesso), cosa forse dovuta al fatto che non ho un granché da dire o forse ce l’ho ma non ho tempo perché preferisco leggere stupidi fumetti o vedere stupidi film. O perfino uscire, pensa te.
Quindi vabbè, pochi preamboli, pensavo di dare un pulita e/o rinfrescata alla situazione web, anno nuovo rete nuova.
In verità niente di drastico. Ecco una rapida scaletta del da farsi (prima o poi o mai).

– Devo aggiustare i link a destra. Chi non aggiorna il blog da oltre due mesi non me ne vorrà se cancello il link, mi fa un po’ tristezza cliccare e trovare la roba di novembre. Magari aggiungerò qualcuno di nuovo e rivedrò in generale le varie sezioni.

– I FILM. Che angoscia. Ovvio che non posso tenere ottanta film incolonnati per sempre, e la politica finora (proprio dagli albori della sweethome, correva l’anno 2004) (ARGH) è sempre stata di cancellare tutto senza pietà. Sembra una barbarie ma lo facevo più che altro per la mia sanità mentale, perché già di ossessioni ne ho POCHE, mi ci mancava solo la classificazione compulsiva delle minchiate cinefile che scrivo. Ma a quanto pare c’è larga richiesta (circa un paio di persone) di rileggere tali minchiate, quindi pensavo di aprire una pagina apposita fissa (pulsante in alto, accanto a “home” e “alabama”) e usarla come archivio, cioè tenere per un po’ i film a destra e poi buttarli là dentro invece che nel cestino, in un solo enorme post continuamente aggiornato (quindi comodissimo…). Si-può-fare. Probabilmente la chiamerò I FILM, perché voglio essere Miss Banalità 2012.

– Twitter. Altro dilemma. Passo da momenti in cui ne avrei un bisogno fisico immediato isterico (dovuto a non so cosa, forse sono posseduta) ad altri in cui mi sembra una faticaccia senza senso e con zero utilità. Cioè, qui parliamo solo di cose con zero utilità, ok, ma twitter? Perché? Ad esempio per quando vado in trasferta, che ora con l’iPod Touch la rete portatile non è più un problema (Alabama lo scopre nel 2012) e sarebbe fico postare in diretta. Prima di partire per Torino ad esempio mi ero registrata per l’ennesima volta, ho fatto UN TWEET (tipo ehi ciao eccomi qua!) e poi scoraggiata dal non riuscire a mettere il widget nel blog ho mandato tutto in malora (rischiando anche di perdere l’aereo se non erro). Quando si dice la serietà degli intenti. Posto che abbia mai tempo da perderci dietro magari ci riprovo.

– Tumblr MAI. Perché la cosa del non avere commenti mi manderebbe al manicomio, sarebbe come parlare con un muro. Già lo faccio coi muri veri, mi ci mancano quelli virtuali. No e poi no, io in rete devo avere SCAMBIO, OPINIONI, COMMENTI, sennò mi basta la vita reale, grazie. In verità questa è un’altra cosa che mi frena con Twitter, perché mi sembra di buttare frasi nel vuoto. Mi sembra una cosa di quanto sono fica a scrivere cose fiche in centoerotti caratteri e usare tutte le parole 2.0 e gli hashtag e vi dico la filosofia in centoerotti caratteri e vi insegno le cose oppure parlo dei cazzi miei con mia cugina tanto nessuno capisce e vedono solo che sono fica. Capito, no? Quindi? Pure Twiiter MAI? Ma prima si era detto che… vabbè, che palle.

– Piuttosto, ogni tanto torna in auge (nella stanza 101 del mio cervello) un progetto mai del tutto abbandonato (ma mai neanche lontanamente iniziato) cioè aprire UN ALTRO BLOG e fare tutta una cosa di FILM visti in un decennio della mia vita. Non uno a caso ma quello 1998-2008, cioè i dieci anni in cui ho conservato ogni-singolo-biglietto. Praticamente un’autocertificazione di pazzia. Temo il rinculo emotivo e psicologico, ma sarebbe anche una cosa molto vintage e si sa, il vintage è il nuovo nero. Forse però mi servirebbero giornate di minimo 36 ore. Minimo.

– FB. AHAHAHAH! MAI. Ho però tristemente realizzato che: quante scopate mi sarò persa per la tigna di non volere FB? Secondo me tante. Qualcuna sicuro. Di certo più di quelle che ho guadagnato per lo stesso motivo (non ve lo chiedete: nessuna).

La verità sapete qual è? Questa. Che io ero 2.0 prima ancora dell’1.0 e adesso che c’è la gara a chi è più social io voglio tornare a inchiostro e calamaio. Ma non per snobismo eh! Non ricominciamo che sono snob e che palle quanto la fai lunga e uffa e noia ecc. Solo per PIGRIZIA. Perché non mi va, non ho tempo e non ho voglia di stare dietro a tutte queste faccende.
Qualche tempo fa una mia amica mi fa ma tu ancora senza FB? Eh vabbè ma che palle! Ma modernizzati!

Cioè MODERNIZZATI A ME! A ME che ho inventato i blog!
Ho reagito tipo Mario Brega quando lo chiamano fascio.

Foto ridicola

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Ok, ok, lo so che devo postare qualcosa di decente e sono sparita e la gatta ecc. ho anche preparato il post e lo sto finendo GIURO ma adesso vi beccate questa perché fa troppo ridere 😀

Introducing ZELDA the cat

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Forse sono stata influenzata da questo libro (a fumetti) che sto leggendo e che ho comprato veramente senza nessun motivo specifico se non l’interesse che mi aveva suscitato il personaggio di Zelda Fitzgerald nel film Midnight in Paris di Woody Allen.

E poi quando su Wiki ho letto questo:

Zelda Sayre Fitzgerald (Montgomery, 24 luglio 1900Asheville, 10 marzo 1948) è stata una pubblicista e scrittrice statunitense. Fu la moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald.
Autrice nel 1932 del romanzo autobiografico Save Me the Waltz (Lasciami l’ultimo valzer), morì all’età di quarantotto anni nell’incendio nell’ospedale psichiatrico sull’altopiano di Asheville – l’Highland Hospital – in cui era ricoverata a causa della sua instabilità mentale dovuta ad una grave forma di schizofrenia.
Per i suoi atteggiamenti anticonvenzionali e spregiudicati è stata spesso considerata una sorta di proto-femminista. È stata, insieme a Fitzgerald, un’icona dei ruggenti anni Venti e fu fra le prime Flapper (prototipo di maschietta, ovvero di donna con atteggiamenti e attitudini mascoline).
Al suo nome si è ispirato il designer giapponese Shigeru Miyamoto per il personaggio della Principessa Zelda nella serie di videogiochi Nintendo The Legend of Zelda.

Ho pensato che era PERFETTO. Era anche nata in Alabama! 😀
Quindi ogni volta dovrò ripetere “Zelda come la moglie di Fitzgerald! Non il videogioco!” dato che al videogioco non ho mai giocato in vita mia (forse ora dovrei iniziare).

Gattamanga

 

 

Quello che mi ha portato la Befana…

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…e ora IMPAZZIRE COMPLETAMENTEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!

Ogni tanto qualche soddisfazione

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Canzone da sentire oggi (e quando sennò? :)

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