Lomo, Diana, Olga, Polaroid, Impossible project, Hipstamatic, Instagram, le toy camera, il banco ottico, le pinhole, la stracazzo di roba vecchia che all’improvviso fa impazzire chi non ha mai avuto un hobby nella vita. I falsi nerd con gli occhiali da nerd, come dicono i Cani. I nerd che vanno di moda, come dire che l’antimateria ha un peso specifico. Quando i graphic novel si chiamavano fumetti e le gang bang si chiamavano orge esistevano degli sfigati che nessuno si inculava, che facevano schifo al cazzo, erano maniaci fissati con cose insignificanti, fissati in maniera enciclopedica, e per le persone normali erano solo dei ritardati da evitare. Quando hanno cominciato a chiamarli nerd, già solo il fatto di classificarli in una categoria definita li ha fatti uscire dall’anonimato e agguantare almeno una posizione nella società. Quella del nerd. Poi non so che è successo, mi sono persa un passaggio, forse il cinema se n’è accorto, forse la moda, non lo so, The Big Bang Theory, La pupa e il secchione, Scott Pilgrim, le magliette, gli occhiali, il taglio di capelli, i tic, le fisse, il vintage, l’iPhone, la Moleskine, i Wayfarer, la moda anni Ottanta coi colori anni Novanta, la cultura medioborghese omologata e soprattutto quelle cazzo di macchine fotografiche a pedali. L’analogico è la nuova frontiera. Le Converse e le sciarpette del mercatino. Il rossetto rosso fuoco. Il Mac. Il sushi cazzo, il sushi. E non sono i quindicenni, che sarebbero anche giustificati dall’idiozia propria dell’età, sono gli ultraventenni, i quasi trentenni e drammaticamente gli ultratrentenni, cioè LA MIA generazione. Io non riesco a farmene una ragione. Li vedo per strada, al cinema, nei locali, a casa di amici, sono i MIEI AMICI. Gente che adoro. Gente a cui non è mai fregato un cazzo di fare foto e all’improvviso gira con quattro macchine fotografiche e parla di rullini scaduti comprati su ebay.
La mia generazione FA SCHIFO.

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