C’è vita nella blogosfera?

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A volte penso «se qualcuno capitasse ORA per caso sul blog che penserebbe di me? Mi vorrebbe subito tantissimo bene e deciderebbe di tornare qui fino alla fine dei suoi giorni?»
Uhm, trovare ad esempio foto di mutande (sprovviste di corpo all’interno) non è sicuramente un buon incentivo. Io che parlo di Asia Argento poi che figuraccia è?? Sembro una ritardata che pensa ai bei tempi del liceo (dio me ne scampi).
Quindi ecco, la risposta è NO. Uno magari passa qui e dice ah ma guarda, un altro inutile blog, ahah! Ciao. Toh delle mutande. Ciao.
Perciò uno dei buoni propositi dell’anno nuovo (nonché l’unico) sarà fare di ogni post una lettura unica e irrinunciabile, che uno passa per caso e pensa OMMIODDIO questo è il blog della mia vita!!!
TU, che ora stai leggendo per la prima volta, prendila come una promessa! TU mi amerai alla follia! HA!

Bene, dopo aver detto questa stronzata posso finire l’anno in pace.
Come avrete notato sono scioccamente allegra, sarà che l’anno prossimo mi entra Giove nel segno e vi rompo il culo a tutti, sarà che tra SOLO 12 mesi finisco le rate della macchina (che però sembra comprata nel 1999 mi venisse un colpo), sarà che dice che finisce il mondo quindi qualcosa di epocale deve per forza succedere (avere una macchina interamente mia?).

Ma torniamo un attimo ai blog. Che cosa molto 2005. Ma chi li legge più i blog? Cioè dico, quanti blog leggete di gente che 1) non conoscete 2) non è famosa e 3) non scrive di argomenti specifici (cinema, cucina, ecc.)? Io pochissimi. Vedete quel listone a lato sotto i film? La metà non li apro mai. O tipo due volte l’anno (ma anche perché c’è gente che ormai posta due volte l’anno, in effetti). Leggo qualcos’altro che lì non c’è ma non è che mi metto a cercare nuovi blog da seguire. Voi ne leggete? Va ancora di moda? Secondo me no. Ormai chi li leggeva un tempo legge sempre gli stessi (vedi: io) e chi li ha scoperti da poco legge boh, quello di Benedetta Parodi o quello di Bernardo Provenzano. Però io VORREI! A volte vago per la rete come un’anima in pena, clicco sempre le stesse pagine e penso Dio non è possibile, la rete è come l’universo, infinita!! dove sono quelle persone incredibili che tutti scoprono online, tutti tranne ME?? ti pare che clicco sempre le stesse quattro pagine (tra cui ricordiamo il meteo, il conto alle poste, il trovacinema) e magari mi perdo un qualche genio sconosciuto che mi potrebbe far svoltare i quarti d’ora di pausa tra una pagina e l’altra di manga? Che tragedia.
Notare anche prego un parallelismo agghiacciante con la vita vera, cosa su cui potrei soffermarmi ore e ore ma è l’una di notte e sono lucida quanto Paperoga.

Il vostro compito per l’anno nuovo sarà quindi segnalarmi qualcosa di decente da leggere, anche di gente che conoscete, famosa o che parla di meccanica quantistica, basta che sappiate che ho degli standard altissimi (aò, a leggere blog dal 2004 un po’ esigente ci diventi).
Io il 30 me ne vado, a Iddio piacendo, e torno il 2, quindi in anticipo a tutti voi buon 2012, anno del drago, 24° dell’epoca Heisei!

Aumenta la collezione di mutande imbarazzanti

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(poi dice non trovi marito)

E auguri a tutti

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Hipsteria di massa

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Lomo, Diana, Olga, Polaroid, Impossible project, Hipstamatic, Instagram, le toy camera, il banco ottico, le pinhole, la stracazzo di roba vecchia che all’improvviso fa impazzire chi non ha mai avuto un hobby nella vita. I falsi nerd con gli occhiali da nerd, come dicono i Cani. I nerd che vanno di moda, come dire che l’antimateria ha un peso specifico. Quando i graphic novel si chiamavano fumetti e le gang bang si chiamavano orge esistevano degli sfigati che nessuno si inculava, che facevano schifo al cazzo, erano maniaci fissati con cose insignificanti, fissati in maniera enciclopedica, e per le persone normali erano solo dei ritardati da evitare. Quando hanno cominciato a chiamarli nerd, già solo il fatto di classificarli in una categoria definita li ha fatti uscire dall’anonimato e agguantare almeno una posizione nella società. Quella del nerd. Poi non so che è successo, mi sono persa un passaggio, forse il cinema se n’è accorto, forse la moda, non lo so, The Big Bang Theory, La pupa e il secchione, Scott Pilgrim, le magliette, gli occhiali, il taglio di capelli, i tic, le fisse, il vintage, l’iPhone, la Moleskine, i Wayfarer, la moda anni Ottanta coi colori anni Novanta, la cultura medioborghese omologata e soprattutto quelle cazzo di macchine fotografiche a pedali. L’analogico è la nuova frontiera. Le Converse e le sciarpette del mercatino. Il rossetto rosso fuoco. Il Mac. Il sushi cazzo, il sushi. E non sono i quindicenni, che sarebbero anche giustificati dall’idiozia propria dell’età, sono gli ultraventenni, i quasi trentenni e drammaticamente gli ultratrentenni, cioè LA MIA generazione. Io non riesco a farmene una ragione. Li vedo per strada, al cinema, nei locali, a casa di amici, sono i MIEI AMICI. Gente che adoro. Gente a cui non è mai fregato un cazzo di fare foto e all’improvviso gira con quattro macchine fotografiche e parla di rullini scaduti comprati su ebay.
La mia generazione FA SCHIFO.

Torino moviezzz!

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In LIEVE ritardo ecco finalmente il report sui film visti a Torino.
Grazie a C&B per l’ospitalità e grazie a ME per elevare il livello del suo blog sito 🙂
Click sull’immagine e stavolta vi va bene, sono solo 9 film.

Indovina chi incontri a pranzo

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Vado a pranzo coi miei nel quartiere Salario, entriamo nella trattoria in cui ho prenotato (la conosco, ci vado spesso) e al tavolo accanto al nostro c’è ASIA ARGENTO con marito e figlio.
ASIA. ODDIO. A un metro da me.
Lei, che quando avevo sedici anni era il mio idolo (nato non so bene come, credo solo per averla vista in Perdiamoci di vista, uno dei film di Verdone che mi fa più ridere in assoluto e che so totalmente a memoria), lei che poi si è messa con Morgan e ci ha fatto una figlia, quel Morgan di cui ero INNAMORATA (sempre all’epoca, ai tempi dei Bluvertigo), che proprio incarnava l’uomo dei sogni (pensa te), lei così FICA da sempre e per sempre, ma non fica fisicamente (non solo), fica proprio come donna, ma non so perché, è così e basta, per me lei è sempre stata il prototipo della fica assoluta.
Stava lì al tavolo accanto, struccata e con un maglione grigio da mercatino, mangiava le pennette alla vodka e giocava con il figlio, non gli staccava gli occhi di dosso.
Era a un metro da me, io pensavo dio, se sapesse che a sedici anni avevo i ritagli con le sue foto nella Smemoranda… (se ne fregherebbe temo).
Ha risposto al cellulare ed era la NONNA (La nonna di Asia Argento!!! Chi sarà?? Suspiria??), ho sentito perché parlava a voce alta, con la tipica voce di Asia Argento, e le ha detto proprio CIAO NONNA come tutti i comuni mortali e lì ho pensato cazzo Asia Argento è una comune mortale, mangia in trattoria con la famiglia come ME, imbocca il figlio e ordina la zuppa inglese, che brutto svegliarsi un giorno e scoprire che i film sono FINTI e la vita non è Hollywood.
Poi ha portato il figlio a fare pipì e mentre passava ho sorriso al bambino, che avrà tipo tre anni e le sue stesse borse sotto gli occhi, già a tre anni, porello.

Asia, mi sa che siamo cresciute tutt’e due, tu però sarai sempre la più fica dell’universo, pure in trattoria.

Pece e bene

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Iddio solo sa se dicembre è iniziato demmerda, vi basti sapere che mi sveglio ogni mattina incazzata nera per il solo fatto di esistere. Dopo aver sognato quanto di più sbagliato possa esserci (lo sbagliato si presenta sotto varie forme e contenuti, ma sempre sbagliato rimane) vado in ufficio in macchina elucubrando pensieri neri come la pece e appiccicosi come la carta moschicida, con la radio che passa quando mi dice bene Eddie Vedder che mi strappa pure due lacrime, timbro in ritardo fisso, cosa che aumenta l’incazzatura preventiva, e poi trascorro le successive tre ore a cercare di farmela passare, perché devo avere contatti reali col mondo reale, e non con le solite fregnacce nella mia testa. Pensate che quando per due anni ho lavorato tappata in casa (cioè fino all’anno scorso) dovevo fare i conti con quelle fregnacce da mane a sera, mi chiedo ancora grazie a quale miracolo non sia finita in manicomio.
Oggi è sabato e ho lavorato, stamattina, domani è domenica e lavorerò di nuovo, il pomeriggio, è un caso più unico che raro ma da lunedì scorso a mercoledì prossimo non stacco MAI, roba che perfino Dio s’è riposato dopo sei giorni. Poi mi prendo il ponte immacolato però, e peste colga chi infila anche solo mezzo bastone tra le ruote dei cazzimiei.
Adesso per esempio ho gli occhi che mi rotolano fuori dal sonno, cioè se ne stanno già sul cuscino chiusi da un pezzo, posso vederli, ma per svuotare il cervello di quelle fregnacce di cui sopra ho bisogno del blog, lo sapete no, mi rilassa. Torno a casa e mi metto qui e mi rilasso. Anche solo dieci minuti (che non sono MAI solo dieci minuti), poi mentre leggo e vago qua e là mi viene in mente di postare qualcosa e penso vabbè perché no.
Oggi ero stanca e assonnata e con quel retrogusto di pece ancora addosso da stamattina (col passare della giornata va via, per poi ripresentarsi puntuale la mattina dopo, manco il postino), non mi sono fermata un attimo todo el dìa (quando il mio desiderio maggiore era DORMIRE) ma ciononostante dopo vari giri mi sono docciata e sono uscita di nuovo per mangiare con le amiche. Ho anche cercato di darmi un tono e mi sono vestita da Mad Men, che ormai è la mia identità segreta (cioè, se esiste Bat Man non può esistere Mad Men? Al plurale perché io sono una moltitudine, come diceva Pazienza, ha!). Quindi ho messo un vestito con una stoffa così, che ci crediate o no:

e tutti si giravano a guardarmi (vabbè, qualcuno) ma forse perché pensavano oddio quella si è messa le tende di casa addosso. O forse perché avevo gli stivali belli, non lo so.
E alla fine adesso sto molto meglio, se avete notate scrivo allegre simpatie e non lagne depressogene. Ma tranquilli, domattina tutto da capo.

Tra l’altro mi sono venute, e se 3 + 28 = 31 mi verranno anche a capodanno, quando sarò a mollo dentro una piscina termale in mezzo al bosco.
Sono quelle cose che ti fanno gioire di essere donna, che proprio dici DIO, GRAZIE!

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