UPDATE
Ho finito la prima stagione.
Davvero un ottimo momento per stare in casa DA SOLA, alla fine della penultima non riuscivo a uscire dal salotto e ho dovuto chiamare la ex-ex coinq (che mi ha detto «non c’è nessun assassino lì, pensa a TIPPETE»)
NON AVEVO l’ultima puntata, ho rischiato l’ictus secco quando me ne sono accorta.
Dopo mezz’ora sono riuscita a vederla online appollaiata davanti al mac, scomodissima.
Bene.
Il fatto è che tutta l’adrenalina pompata verso la fine (COME LO SCOPRIRA’?!?) non esplode in una botta devastante come immaginavo (e come speravo) tra urla e zoomate e carrelli ma viene diluita e rallentata fino all’estremo telefonando terribilmente tutto quello che succede con mille “coincidenze” (i segni dei denti sulla nuca di Angel? L’ovatta sporca di sangue nel CASSONETTO?? mavvaff…), finché il cattivone proprio si confessa da solo (MA NOOOOOO!!!!) facendo calare la uallera tipo coito interrotto.
E mo smentitemi.
E mo dovrei avere voglia di vedere la seconda stagione? PERCHE’?
(forse solo perché AMO Angel Batista…)
Questo update is so 2007. I know.

Ho fatto la spesa e ho ricominciato a mangiare a casa, certo va detto che stando da sola posso veramente fare LO SCHIFO.
Tipo non sparecchiare il tavolinetto del salotto per giorni, lasciare vestiti in giro per giorni, lasciare i capelli nella vasca per giorni.
Ok, non è cambiato niente da prima, ma almeno non ho sensi di colpa.
Con il freddo passa la voglia di uscire la sera, se mai fosse venuta, quindi il progetto #husbandhunting al momento è rimandato, soppiantato da #serialwatching (continua lo spregiudicato utilizzo del blog come fosse twitter, qual è il mio problema?).
Nell’apprendere con gioia mista a #cantwait che la quinta stagione di Mad Men comincerà a marzo (nelle Americhe) e che in totale saranno sette (già deciso), anmazzo il tempo con Dexter, di cui magari un giorno vi parlerò. Anzi ve ne parlo ora. A metà della prima stagione, in ritardo di soli quattro anni, sono sempre più convinta che sia una totale paraculata, un marchingegno troppo perfettino e troppo studiato a tavolino per impressionarmi veramente. Non so come spiegarlo. Ambientarlo a Miami è una paraculata. Rendere lui un sessuofobico è una paraculata. I personaggi di contorno sono una paraculata. Come ho già avuto modo di dire a qualcuno, mi sembra Magnum P.I. degli anni 2000 in chiave gore. Capito, no? Prendi quello come base, cambi le Hawaii con Miami, la Ferrari con la barca, il bianco e il nero con l’ispanico e il giapponese, aggiungi sangue e qualche disturbo compulsivo moderno, ripulisci la grana grossa anni 80 e hai fatto. Pensavano di infinocchiare ME?? HA! Inoltre mi da fastidio la voce narrante perenne, ma proprio molto fastidio. E poi alcune faccende non mi tornano, tipo: possibile che nessuno indaga mai sulle morti causate da lui?? E il padre, ma che razza di mostro inquietante è?? A queste e altre domande le risposte arriveranno, ne sono certa (e non è un buon segno), parlare ora della prima stagione di Dexter è come strofinare i legnetti quando hanno inventato l’accendino, ma vabbè. Chissà se arriverò alla seconda…

La vera notizia bomba è un’altra. Siete pronti?
Il prossimo weekend vado a Torino #itsbeenawhile per il Torino Film Festival!
OH. MY. GOD. Datemi un festival e solleverò il mondo. A giudicare dal programma sembra la cosa più FICA esistente nell’universo, seriously #cantwait.
Diciamo che a Torino starò poco, dato che conto di chiudermi in sala per 48 ore e uscirne dopo almeno una decina di film, ma l’ALTRA notizia bomba (per me di sicuro) è che ho due notti di albergo pagate #godblessjapan e l’albergo è QUESTO. Quando mi è arrivata la mail e ho aperto il link stavo per piangere. Non credo di aver mai nemmeno visto da lontano com’è fatto l’ingresso di un quattro stelle superiore, la cosa da fare sarebbe imbastire una due giorni a droghe pesanti e superalcolici e affittare una squadra di rugby di spogliarellisti, come nei migliori copioni (ho anche una doppia uso singola, tra l’altro). Ma ok, non lo farò, c’è il festival. Certo, potendo scegliere… vabbè, lasciamo stare.
Sarà che a Udine mi danno la stanza in foresteria da dividere con gente sconosciuta, ma questa cosa mi ha tipo svoltato l’esistenza. Quando si accorgeranno del madornale errore (invitare ME in un 4stelle) sarà troppo tardi, starò già con la testa nel frigobar ordinando cocktail di scampi in camera. E mi sarò già fregata tutti i campioncini. E il posacenere. Alabama come #thehangover.

Vi dico un segreto, organizzare trasferte è l’unica salvezza.
Quella dopo sarà a capodanno #staytuned.

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