Tornata Fuggitiva Fallita

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Mentre gli occhi mi friggono e ho fame e sonno penso che Torino è sempre bella e ho solo bei ricordi legati a lei e anche se in vita mia ci ho trascorso solo una manciata di weekend mi sembra di conoscerla a menadito e rivedere quei posti mi fa stare sempre bene. Piazza Castello, Piazza San Carlo, le statue allegoriche  del Po e della Dora Riparia, via Po che porta fino a Piazza Vittorio e la Gran Madre, la Mole col museo del cinema dentro, Via Roma e i portici, il bicerin da Fiorio e il gelato da Grom, la focacceria ligure, la cioccolata Venchi, la cioccolata Caffarel, la cioccolata Baratti & Milano, Torino salotto d’Italia, piemontesi falsi e cortesi, le insegne del 1800, il Caffè Torino, la zona pedonale senza nessuna macchina parcheggiata, il freddo porco che ti taglia la faccia.
Ho rivisto Torino e ho visto i film, nove in due giorni e potevo fare di meglio ma l’ultima sera il mal di testa più forte della storia mi ha costretto alla ritirata. Il festival organizzato male, come se volessero impedirti di vedere i film e a nessuno degli addetti ai lavori andasse di lavorare, ma con un programma da strapparsi gli occhi, oltre 60 film al giorno tra concorso, sezioni collaterali e retrospettive, sessanta diobono, e sarà sempre troppo tardi quando inventeranno l’ubiquità.
Ho fatto le corse da un cinema all’altro, prendendo fiato solo in sala, l’albergo non era sto granché e chissà che me credevo, ovviamente meglio delle bettole che bazzico di solito ma capito, il portone di metallo e la maniglia di plastica, Torino decadence proprio, il marmo crepato sulle scale e la moquette con macchiette, uno da un 4stelle si aspetta di potersi specchiare nelle pareti fatte d’oro e invece no, c’è la crisi pure per i 4stelle mi sa. Le ciabatte di pile nero però sono calde come poche cose al mondo e un ottimo souvenir per i miei piedi. Sky in camera, sabato sera dopo 5 film stanca morta sdraiata sul letto indecisa tra X Factor e Rapunzel. Colazione da sballo VERO, praticamente unico pasto della giornata perché come fai a cercare cibo se devi fare la coda per entrare in sala? Ai festival mangiare è un lusso.
Ho fatto il viaggio d’andata in aereo con Fassino (che poi ho ricordato essere il sindaco di Torino) e il ritorno con Alessandro Haber, che forse era lì pure lui per il festival. Ho visto Moretti entrare per Attack the block, e chissà se poi è rimasto, l’ho urtato da dietro e quando mi sono accorta chi era stava per scapparmi «oh, ciao Nanni». Mi avrebbe guardata schifato, guarda sempre tutti schifato.
Domenica ho pure rimorchiato, uno che ha attaccato bottone dal nulla, forse per il mio abbigliamento a metà tra Mad Men e Terminator, e dopo essermi imbottita di analgesico ci siamo fatti due chiacchiere e ho scoperto stupefatta che era, sia fisicamente che caratterialmente, la perfetta incredibile mirabolante impensabile fusione tra Lapo Elkann e George McFly. Non so se avete presente. Quindi grandi risate e addio per sempre.
Stamattina sveglia alle 6:20, colazione da sballo, bus per l’aeroporto, aereo, casa, ufficio, doccia, blog. Sono le otto di sera e mi sembrano le tre di notte.
Il report film arriverà, ho gli appunti sui foglietti e il resto in testa.
Almeno stavolta non mi sono rotta niente.
Tornare a Roma è sempre di un deprimente unico.

Il buono il matto il cattivo

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Mentre ero via, da un’altra parte qualcuno pubblicava la mia ultima rece mandorlata.

Il disegno 3D più grande del mondo (Guinness) by Joe Hill

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Meanwhile…

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UPDATE
Ho finito la prima stagione.
Davvero un ottimo momento per stare in casa DA SOLA, alla fine della penultima non riuscivo a uscire dal salotto e ho dovuto chiamare la ex-ex coinq (che mi ha detto «non c’è nessun assassino lì, pensa a TIPPETE»)
NON AVEVO l’ultima puntata, ho rischiato l’ictus secco quando me ne sono accorta.
Dopo mezz’ora sono riuscita a vederla online appollaiata davanti al mac, scomodissima.
Bene.
Il fatto è che tutta l’adrenalina pompata verso la fine (COME LO SCOPRIRA’?!?) non esplode in una botta devastante come immaginavo (e come speravo) tra urla e zoomate e carrelli ma viene diluita e rallentata fino all’estremo telefonando terribilmente tutto quello che succede con mille “coincidenze” (i segni dei denti sulla nuca di Angel? L’ovatta sporca di sangue nel CASSONETTO?? mavvaff…), finché il cattivone proprio si confessa da solo (MA NOOOOOO!!!!) facendo calare la uallera tipo coito interrotto.
E mo smentitemi.
E mo dovrei avere voglia di vedere la seconda stagione? PERCHE’?
(forse solo perché AMO Angel Batista…)
Questo update is so 2007. I know.

Ho fatto la spesa e ho ricominciato a mangiare a casa, certo va detto che stando da sola posso veramente fare LO SCHIFO.
Tipo non sparecchiare il tavolinetto del salotto per giorni, lasciare vestiti in giro per giorni, lasciare i capelli nella vasca per giorni.
Ok, non è cambiato niente da prima, ma almeno non ho sensi di colpa.
Con il freddo passa la voglia di uscire la sera, se mai fosse venuta, quindi il progetto #husbandhunting al momento è rimandato, soppiantato da #serialwatching (continua lo spregiudicato utilizzo del blog come fosse twitter, qual è il mio problema?).
Nell’apprendere con gioia mista a #cantwait che la quinta stagione di Mad Men comincerà a marzo (nelle Americhe) e che in totale saranno sette (già deciso), anmazzo il tempo con Dexter, di cui magari un giorno vi parlerò. Anzi ve ne parlo ora. A metà della prima stagione, in ritardo di soli quattro anni, sono sempre più convinta che sia una totale paraculata, un marchingegno troppo perfettino e troppo studiato a tavolino per impressionarmi veramente. Non so come spiegarlo. Ambientarlo a Miami è una paraculata. Rendere lui un sessuofobico è una paraculata. I personaggi di contorno sono una paraculata. Come ho già avuto modo di dire a qualcuno, mi sembra Magnum P.I. degli anni 2000 in chiave gore. Capito, no? Prendi quello come base, cambi le Hawaii con Miami, la Ferrari con la barca, il bianco e il nero con l’ispanico e il giapponese, aggiungi sangue e qualche disturbo compulsivo moderno, ripulisci la grana grossa anni 80 e hai fatto. Pensavano di infinocchiare ME?? HA! Inoltre mi da fastidio la voce narrante perenne, ma proprio molto fastidio. E poi alcune faccende non mi tornano, tipo: possibile che nessuno indaga mai sulle morti causate da lui?? E il padre, ma che razza di mostro inquietante è?? A queste e altre domande le risposte arriveranno, ne sono certa (e non è un buon segno), parlare ora della prima stagione di Dexter è come strofinare i legnetti quando hanno inventato l’accendino, ma vabbè. Chissà se arriverò alla seconda…

La vera notizia bomba è un’altra. Siete pronti?
Il prossimo weekend vado a Torino #itsbeenawhile per il Torino Film Festival!
OH. MY. GOD. Datemi un festival e solleverò il mondo. A giudicare dal programma sembra la cosa più FICA esistente nell’universo, seriously #cantwait.
Diciamo che a Torino starò poco, dato che conto di chiudermi in sala per 48 ore e uscirne dopo almeno una decina di film, ma l’ALTRA notizia bomba (per me di sicuro) è che ho due notti di albergo pagate #godblessjapan e l’albergo è QUESTO. Quando mi è arrivata la mail e ho aperto il link stavo per piangere. Non credo di aver mai nemmeno visto da lontano com’è fatto l’ingresso di un quattro stelle superiore, la cosa da fare sarebbe imbastire una due giorni a droghe pesanti e superalcolici e affittare una squadra di rugby di spogliarellisti, come nei migliori copioni (ho anche una doppia uso singola, tra l’altro). Ma ok, non lo farò, c’è il festival. Certo, potendo scegliere… vabbè, lasciamo stare.
Sarà che a Udine mi danno la stanza in foresteria da dividere con gente sconosciuta, ma questa cosa mi ha tipo svoltato l’esistenza. Quando si accorgeranno del madornale errore (invitare ME in un 4stelle) sarà troppo tardi, starò già con la testa nel frigobar ordinando cocktail di scampi in camera. E mi sarò già fregata tutti i campioncini. E il posacenere. Alabama come #thehangover.

Vi dico un segreto, organizzare trasferte è l’unica salvezza.
Quella dopo sarà a capodanno #staytuned.

Come sopravvivere all’inverno in 12 mosse

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Cioccolata fondente all’arancia.
Papaya candita al cioccolato.
Cioccolata bianca alle fragole.
Tartufi.
Nutella.
Crostata di marmellata di more.
Panna cotta.
Frittelle dolci.
Biscotti al cacao.
Tè bollente col miele.
Caldarroste.
Una tonnellata di mandarini.

And dr. House is back on Vicodin.

 

Ho riso mezz’ora

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Serie Le Grandi Verità

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E quiiiiindi, ecco cosa si prova, quello che doveva succedere era uscire per andare a cena e al ritorno sotto casa salutare tutte e anche la coinquilina e dire buonanotte, ci sentiamo domani, perché la coinquilina non è più coinquilina e non ci saranno mai più coinquiline. Che è un po’ quello che si dice degli uomini, quando diventano ex, basta basta uomini. Uguale. Se non fosse che le mie preziose due ex coinquiline sono state nella mia vita forse più importanti dei miei scarsi (di numero e di doti) ex fidanzati.
E quindi nell’ingresso c’è l’eco, le balle di polvere rotolano, la cucina sembra una prateria e il bagno non è mai occupato. Deal with it.
Affronto la situazione ingerendo solo zuccheri da una settimana, un consumo praticamente illegale (che però mi ha di sicuro aumentato di un paio di punti il QI), e mangiando fuori sempre, non faccio la spesa da un mese. In casa glicemia all over the place, fuori casa junk food di varia provenienza, pizza/giapponese/cinese/kebab/aperitivi/panini/monnezza. Qualcuno (tra cui forse io) lo definirebbe paradiso, se non fosse che la bilancia a breve comincerà a misurare il peso in punti spread (anche per essere in linea coi tempi).

Dovrei essere davvero molto molto molto depressa (e infatti gli ultimi due giorni lo sono stata, che ne sapete voi) se non fosse che mentre raccontavo le mie cose depresse alla prima ex coinquilina (la ex² dunque) ho focalizzato il problema, che è il seguente:

“IL MIO APPROCCIO NEI CONFRONTI DI QUALUNQUE COSA È SBAGLIATO”

Una cosa semplice. Wes Anderson scritturami ora.
Ma adesso che lo so, stiamo tutti meglio.

Affronto la situazione ricominciando a usare gli occhiali (uff, ebbene sì, il ritorno della vista stile Sirio il Dragone è stato solo temporaneo) e ascoltando 755 volte al giorno una canzone rubata alla colonna sonora di un film che nessuno di voi ha visto (ok, qualcuno sì, un paio), intitolato Super. Vi direi di vederlo, se vi piacciono i supereroi falliti, i registi trash e gli enormi sentimenti messi nei posti sbagliati. La mia vita, in pratica.

Eccola qui, dedicata esplicitamente all’unico ex a cui ancora, a volte, riesco a leggere nel pensiero 🙂
(E guardate che fico embeddare soundcloud!)

 

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