Lukk at me

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Ci siamo, è di nuovo quel momento dell’anno, quello che spezza in due il mio umore e spazza via il residuo estivo di sabbia e spensieratezza.
Il momento si chiama Lucca Comics, odi et amo degli happening annuali, eros kai thanatos della fumettofilia compulsiva. Ma che sto a dì? Vabbè, niente. La definizione migliore l’ho letta altrove, e cioè “una specie di incrocio tra il Natale e la guerra del Vietnam”. Ecco.
Ogni anno dico nonono non ci vado non mi va, poi man mano che si avvicina diventa sisisi vadovado di corsa. Evviva la coerenza.
Anche quest’anno ho una lista di cose da comprare UFF speriamo di estorcere roba gratis.
Anche quest’anno ho il pass, che all’inizio non mi volevano dare e già pianificavo una sommossa di indignados per lo scandaloso trattamento riservato ai traduttori (“Alabama lancia vocabolari incendiati contro stand di editori”). Poi me l’hanno dato e il momento riot è finito.
Anche quest’anno pioggia? Pare di no, a Iddio piacendo.
Domani si parte e come al solito corro avanti e indietro per casa tipo robot impazzito.
Problemi fondamentali: i capelli mi stanno malissimo, non ho messo lo smalto, non so che scarpe portarmi.
Vabbè, niente che non sapete già, perché non fare il copincolla dello stesso post pre-Lucca ogni anno?
Ah no, volevo dire questo. Ecco la locandina 2011, per tornare al tema dell’anno scorso.

MA CHE ÈÈÈÈÈÈÈ?????? SANTODDIOOOOO!!!!!
Perché sempre dei poster A CAZZO???
Boh, io non lo so. Ok, c’è la mostra dedicata a Salgari, bello. È un bel disegno. Ma come locandina vi pare bella? Vi pare che c’entri qualcosa? Ma qualcuno che metta dietro un concept, un’idea, zero proprio? I comics e i games dove sono?
Vabbè, io dico solo la mia. E Salgari mi piace eh!! Tremal-Naik tutta la vita, i pugnali ondulati, i kriss, quelle cose.

Basta, vado ad agitarmi altrove.
Al ritorno, se ne varrà la pena, un bel report non ve lo leva nessuno.

Come fai a non amare Roma

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Rocky Joe

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Dopo mesi di assenza torna la broccola rubrica! Chi l’avrebbe mai detto?!
E si parla nientepopodimenoche di quel pugile di quando eravamo piccoli, con quella sigla che faceva RO-RO-RO Rocky Rocky Rocky Joe…

Mad 4 Mad

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Allora.
Ho finito Mad Men. FINITO. Ho visto tutto il vedibile, 4 stagioni come la pizza, la quinta si prevede che vada in onda in America l’anno prossimo.
Sono in uno stato inconfessabile, un misto di senso di abbandono e incredulità, con punte di disperazione.
Oggi ho visto l’ultima puntata tre volte.
È una tragedia, ora mi toccherà ricominciare a rotella come facevo con Six Feet Under. Un serial è per sempre.
E aspettare l’anno prossimo, santoddio, e cercare di vederle in contemporanea con gli USA (e non so come si fa, vabbè).
Sono distrutta.

La quarta serie è fantastica. Non credete a chi vi dice che cala, perché è FALSO.
Lo dimostra anche soltanto il fatto che ho scaricato una canzone dalla puntata 01 e una adesso dalla puntata 13, senza volerlo, due canzoni fichissime very Sixties dalla prima e dall’ultima puntata della stagione.
Inoltre è successa un’altra cosa fenomenale, cioè che dopo SETTE ANNI DI BLOG ho capito finalmente come si fa a embeddare dei file audio nei post. Non è incredibile tutto ciò?! Alabama sempre un passo avanti.
E quindi, in onore di Mad Men e anche un po’ a chi me l’ha consigliato fino alla morte, le metto qui, le due canzoni, alzate a palla e ballate!

Nashville Teens – Tobacco Road

Sonny & Cher – I got you babe

Non abbastanza

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Quando torni a casa alle 3 e ti strucchi e poi davanti allo schermo acceso per inerzia cominci a lacrimare perché ti bruciano gli occhi e nonostante il dentifricio il palato sa ancora di vino e vorresti mandare sms pornografici e però non sei NON SEI E LO SAI non sei abbastanza ubriaca e fare quella che poi “ero ubriaca” che nemmeno al liceo e cercare di mettere la musica alta e non pensare che il tizio MUTO della festa stasera era meno muto ma comunque non vi siete presentati, anche se hai fatto la simpatica e almeno hai sentito che voce ha e pensare VAFFANCULO quando se n’è andato prima di tutti e tu restare a finire il bicchiere di vino per inerzia, come il computer, e poi guidare in apnea pensando per fortuna che nessuno ora mi fermerà mai per farmi il test del palloncino tornare a casa, vuota, la casa, e adesso con così tanto sonno mettersi qui a scrivere non so che, anzi lo so perché non sono poi così ubriaca e riesco ancora a percepire quanto patetica e infantile posso sembrare, quando la gente a 32 anni ha già tre figli magari e io qui di notte a scrivere IL BLOG.

Ma che cazzo.

It’s oh so true (LOL)

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(Octopus Pie)

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