Ieri mi è capitato di sentire delle canzoni del gruppo romano I CANI, dopo aver letto una recensione online.
Non ne sapevo niente, pur essendo romana (ma diciamo piuttosto estranea alla scena indieyeahbellaregà dei tempi nostri) e insomma pare che tutti i romani ggiovani, impazziti per i Cani. Che poi non so neanche se è un gruppo o uno solo, tipo Le luci della centrale elettrica che alla fine è una luce sola, un pisquano con la chitarretta.
Ho sentito le cinque canzoni che hanno nel soundcloud e le ho sentite a ripetizione una decina di volte, tipo ipnosi, perché mi sembrava di aver scoperto (sempre in ritardo di mesi) il nuovo idolo da venerare (come furono Le Luci, e prima ancora gli Offlaga, e prima ancora i Baustelle).
E invece no, bocciati. Che bello.
Dopo averli ascoltati per ore, mi ricordano più i Prozac + (senza la droga) che i Baustelle (senza la classe, je piacerebbe), con l’aggiunta di un po’ di Vasco Brondi (senza la disperazione) e Il Genio (senza il tormentone) e tutti questi nuovi gruppuscoli che parlano dei ggiovani ah i ggiovani quanti problemi c’hanno i ggiovani ah questi anni duemila che stress però con ironia.
Cioè, parliamo di un gruppo che si chiama I CANI. Ma che cazzo. Quanto dureranno? Tra sei mesi, un anno tiè, scomparsi, a fare i tabaccai all’angolo (ricordatemi questa frase quando nel 2015 vinceranno Sanremo).
No, ok magari dureranno pure, chissenefrega (metto le mani avanti), il punto non è quello. Il punto è la S. Il punto S.

C’è una canzone tra le cinque, l’unica, che mi è entrata in testa tipo ipnosi. Mi cancella il contenuto del cervello, e spesso è quello che voglio che una canzone faccia. Tabula rasa.
Mi piace anche Velleità, per il basso sparato subito a mille e perché dice “I nati nel settantanove suonano in almeno due o tre gruppi e fanno musica datata” (ed è VERO), ma la migliore è Wes Anderson. È quella che ho citato nel post precedente. La sento ininterrottamente da ieri.
È carino dedicare una canzone al regista dei Tenenbaum, che la nuova colta generazione di certo conosce, oppure no, anche se non la conosce fa figo essere il cantautore colto che conosce Wes Anderson (anche se non ha mai visto Rushmore) e io che da carampana colta conosco Wes Anderson rimango piacevolmente sorpresa.
Il testo è carino. Quattro frasi in croce ma vere, carine. Musica tipo base 1 + ritmo 2 della pianola Bontempi, spingi i pulsanti e via. Ma carina. Che ti viene voglia di ballare. Oggi è stata una pessima giornata e quando ho finito di lavorare mi sono buttata sul letto a faccia in giù per un’ora con Wes Anderson in loop al massimo del volume di iTunes. Tabula rasa.
Il che va benissimo.
Ma dicevamo del testo. Il testo ripete spesso “vorrei vivere in un film di Wes Anderson” e c’è una cosa a cui dovete fare caso. È la S di Anderson. La S di Anderson, pronunciata da un romano diventa Z, non la Z di Zorro, ma la Z burina e strafottente di Zozzo, leggermente strascicata, compiaciuta. Se non avessi saputo che i Cani sono romani, l’avrei capito da quella S.
E questo è intollerabile, se non sei Gigi Proietti o Nino Manfredi. Cioè, nemmeno Venditti, che io ricordi (e lo conoscevo bene), ha mai fatto uno schifo del genere. AnderZon. Eddai.
Così come Vasco Brondi canta in ferrarese, gli Offlaga in emiliano o altri in altri dialetti. Ma non mi da fastidio. Da un romano sì. Non è che devi fare dizione per cantare quattro cazzate, ma quella Z ti identifica come un burino senza speranza. Mi dispiace. Sarà un problema mio.
Quindi i Cani non saranno mai il mio nuovo idolo pagano. È giusto che si sappia.

Pensare che ieri sera ho visto per la terza volta gli Offlaga in concerto.
Volevo scrivere un post su di loro, sull’amore totale e incondizionato che provo, sempre di più, e su quanto mi emozionino incredibilmente pur rifacendo i brani esattamente identici al disco (forse proprio per quello).
Le Luci mi ha stancato (il secondo album manco l’ho sentito), i Baustelle mi hanno stancato (dopo Amen basta, amen), degli Offlaga aspetto il terzo album come fosse il terzo segreto di Fatima. Giuro.
Volevo anche dire dei miei nuovi fallimenti come Groupie Scarsa (gli Offlaga sono il bersaglio favorito delle azioni di groupismo), ma adesso è tardi e chissà se domani ancora mi andrà.

I Cani no. Vanno bene per ballare.

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