Quindi, visto che non ho più nulla di intelligente da dire, ho pensato che potevo avere ancora qualcosa di intelligente da FARE.
Per tirare un po’ su l’andazzo generale, invece di prendere la paroxetina ho preso un biglietto aereo. Come nelle migliori tradizioni.
Sperando che non venga rasa al suolo da uno tsunami (mi pare difficile) o dalla pioggia radioattiva (già più probabile), me ne andrò una settimana a Parigi. TA-DAAAN!
Uno dice, ma vai al mare! Vai sui monti! Vai nella natura! Vai sui prati! No. La povera Alabama non è MAI stata a Parigi in vita sua, ottanta volte in Giappone e zero a Parigi, quanto è inverosimile tutto ciò? È dura essere un’eccezione vivente, ma a qualcuno deve toccare.
E non è che vado a Parigi così, tanto per. Vado a Parigi perché c’è un’amica americana conosciuta in Jap, che poi in seguito si è trasferita lì e io ancora non la sono mai andata a trovare. Non la vedo da tre anni secchi (tra un mese fanno tre anni che sono tornata dal Giappone, cazzo se non la smetto di ricordare sempre questi anniversari finirò con la camicia di forza losolosoloso manca poco).
Dire che NON VEDO L’ORA di rivederla è dire poco. Con lei sono andata in Vietnam, cioè, eravamo nello stesso reggimento capite, abbiamo preso le stesse granate dai porci Vietcong, non sono cose che si dimenticano. Certo, speravo fosse a Seattle, così finalmente sarei approdata anche nelle Americhe (dato che pure là, zero) ma va bene anche Parigi. Ci sarà qualcosa da vedere a Parigi, no? Per le Americhe mi sto attrezzando, e non è detto che entro la fine dell’estate non abbia piantato la bandierina pure lì. HA!

Vale la pena di dire che per prenotare online il volo RyanAir ho sfiorato l’attacco di panico.
La questione BAGAGLIO mi ha gettato nel caos, so che sono severissimi, solo UNO A MANO per carità, ma il trollino è piccolo per una settimana!! ma per imbarcarne un altro devi sganciare 40 euro in più, e allora il risparmio dove sta?? e insomma lo stavo per fare se non mi avessero fermato in tempo. Ho consultato delle amiche, che dopo un secondo mi hanno riso in faccia, cioè, è normale imbottire il trolley fino all’esplosione e poi tirare tutto fuori dopo, basta che passi il controllo. Ma io volevo portare il trollone rosa shocking!! (che tra l’altro si chiama Paris, da Paris Hilton, sarebbe stato perfetto…)
AMICHE: e che ti devi portare?? Mica vai per un mese!! Due magliette, due vestiti e fine, è estate!
ALABAMA: …ma… e se compro UN SACCO DI ROBA da riportare?? e se è troppo piccolo?? E se due magliette non bastano?? e se mi macchio??
AMICHE: e lavi la maglietta!! Stai pure a casa dell’amica tua!! io ho riportato un inferno di roba e c’è entrata tutta!
ALABAMA: e se poi pesa troppo?? e se non si chiude?? oddio e non posso portare liquidi!! e il profumo???
AMICHE: … ma quant’è che non voli con RyanAir…?
ALABAMA: … … …dieci anni?

La dura verità. Straviziata dai voli intercontinentali, io o almeno dieci ore per aria o niente. Pranzi, cene e colazioni. Notti in aeroporto. Scali improbabili. Viaggi che durano giorni.
E vabbè.
Comunque parto a fine luglio, c’è ancora tempo e mi sa che un altro post ci scappa 😛

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