Quando torno tardi la sera nel weekend, a volte mi capita di non tornare abbastanza tardi da cadere sul letto tramortita. Non mi va di andare a letto, per quanto possa essere stanca e in ogni caso non veda l’ora di ficcarmi sotto le pezze (perché io in ogni momento mi ficcherei sotto le pezze, a dire il vero). Mi metto al computer. Aspetto che diventi realmente tardi (realmente tardi, arrivata alla mia veneranda età, significa 2, 2 e mezzo. Fare le 4 praticamente solo a capodanno, forse) aggirandomi inquieta per la rete, e quasi sempre mi viene voglia di mettermi a postare, come ora (sono le 2.20), anche se come ben sapete ho il blocco del blogger al momento, sono una bloccher, e tutto quello che mi esce dalle dita mi fa schifo. Anche adesso. Ora. Mentre scrivo mentre.
Quindi è un incubo. Avere voglia di far passare il tempo notturno sveglia a scrivere minchiate e sapere che non hai niente da dire, nemmeno le minchiate. Cioè, di minchiate ne ho a valanga ma NOIA.

Quindi dirò che qualche sera fa (notte) ho finito di leggere Libertà e mi sono messa a piangere quando ancora mi mancavano dieci pagine alla fine. Perché sapevo che stava finendo e il pathos stava arrivando all’apice e soltanto immaginare che nel finale sarebbe successo qualcosa, una qualunque cosa, mi faceva esplodere i neuroni. E le ghiandole lacrimevoli. Da sdraiata mi sono dovuta mettere seduta a gambe incrociate. Come quando al cinema mi appoggio coi gomiti sullo schienale davanti. E niente, questo per dire che emotivamente sto messa maluccio, a quanto pare, ma anche perché volevo postare l’unica frase del libro che mi è rimasta completamente impressa nella mente. Non fraintendiamo, ci sono decine di frasi perfette e forse potrei ritrovarle tutte, perché ho in testa tutte le immagini di quello che succede, la sequenza completa, ancora adesso mi tornano in mente a sprazzi, se mai un giorno ne facessero un film sarei davvero molto molto curiosa di vedere cosa uscirebbe e quasi sicuro rimarrei delusa e incazzata, perché ne ho in testa un’idea talmente precisa che in un caso su un milione, forse, l’idea di un altro mi soddisferebbe. Ma è un libro perfetto per farne un film. Con dei personaggi così potenti da bucare lo schermo e l’anima. I personaggi più che la storia, che alla fine è una storia americana come possono essercene tante. E insomma il personaggio più stronzo, ma stronzo fico, cioè quello di cui ti innamori anche se sai che è uno stronzo, a pagina 254 dice:

L’integrità è un valore neutro. Anche le iene hanno una loro integrità. Sono iene allo stato puro.

e non so perché, ma questa frase mi si è scolpita in testa. E volevo dirvelo.

Apprezzate il fatto che invece di postare solo quelle 18 parole ci ho costruito intorno un intero inutile post.

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