Ho cominciato a vedere Mad men. È la prima “nuova” serie che decido (a tavolino) di seguire, o almeno provarci. Per ora è facile, ho preso il cofanetto della prima serie in offerta, ma visto che è il solo esistente (in Italia) mi chiedo come farò dopo. Cioè, ok, è facile rispondere, è chiaro come farò a recuperare le altre stagioni (chissà se chi ha inventato la lingua italiana sapeva che un giorno il verbo recuperare si sarebbe arricchito di una così variopinta e illegale sfumatura), ma io se mi appassiono voglio i cofanetti. Vabè, so già che ne farò un dramma, andiamo avanti.
In preda a voglie seriali, nel senso di serial e non di omicidi (per quanto…), ho chiesto qua e là e alla fine è uscito fuori Mad men come serie da vedere assolutamente capolavoro cosa incredibile la cosa più bella da anni veditelo assolutamente lo devi vedere. E ok. Mi fido. A scatola completamente chiusa.
Mo che la scatola si è mezza aperta (sto a metà e mi sta piacendo) ho delle considerazioni generali sull’umanità da fare (non ve lo aspettavate eh? Ahah, e che volevate il riassuntino delle puntate?? Seeee)
Si svolge nel 1960 a NY, i protagonisti sono tutti ricchi pubblicitari (o mogli dei suddetti, o amanti dei suddetti), tutti fumano come turchi, tutti bevono superalcolici a tutte le ore e la psichiatria è considerata una buffonata per malati di mente.
Voglio vivere nel 1960.
Voglio vivere in un cliché, avere una scopa in culo tutto il giorno, pure mentre mescolo il brodo, e dire SOLO frasi fatte come andrà tutto bene o è una persona meravigliosa o te lo garantisco.
Se vivessi nel 1960 non sarei una culona ma una formosa, saprei cucinare incredibilmente bene (altra frase fatta) e avrei SEMPRE i capelli in piega.
In cinque puntate niente fa mai una grinza.
Ok, tutto trasuda maschilismo e volano frasi come potrebbe farlo anche una donna o chiama tua madre e dille di pulire ma sapete una cosa? Viva la faccia del maschilismo. Lo sto rivalutando. Con la DISparità dei sessi le donne almeno sapevano fare le cose da donna alla PERFEZIONE. Poi vabbè, non ce n’è una (zero proprio) che non abbia le corna, ma corna a palate, senza problemi. Gli uomini portano la pagnotta a casa, fanno i maritini e scopano qua e là. Alle donne andava bene. Poi forse si sono stufate delle corna, vai con il femminismo e ok, ora siamo tutti pari, ma intanto io non so cucinare e gli uomini hanno gli attacchi di panico se una gli sfiora la mano. Come la mettiamo?
Fine della digressione socio-politica.
Il protagonista è troppo depresso. Alla quinta puntata non ho ancora capito che problemi ha. Palo nel culo, non ride mai e fa innamorare tutte. Fascino a secchiate, diciamo un po’ alla Bogart, ma ovviamente più bello. Ha la faccia di De Niro da giovane.
Le donne si dividono in mogli, amanti e zitelle. Le mogli™ hanno le corna e case fantastiche, le amanti™ sono cazzute del tipo io non mi innamoro guai a te se lasci tua moglie così è più divertente (minchia, FANTASCIENZA) e le zitelle™ invidiano le prime due categorie e sono le uniche con il cuore spezzato, sembrerebbe.
Mi vien da pensare che il femminismo l’abbiano inventato le zitelle per ripicca, ma non ricominciamo.
Gli uomini sono cornificatori, sicuri del loro status di uomini™ e ci provano con TUTTE, sfoderando una classe nel rimorchio che oggi ce la sogniamo. Poi danno anche della troia eh, ma sempre con classe. Ma viva la faccia! Ti viene voglia di barattare la laurea per un posto da segretaria in reggicalze nel 1960.
Sullo sfondo il dorato mondo della pubblicità (ma che è un account executive? mica l’ho capito), quando non esistevano i computer, né internet, né photoshop, né NIENTE. Come poteva esistere la pubblicità? E invece esisteva.

MAD MEN: a term coined in the late 1950′s to describe the advertising executives of Madison Avenue. They coined it.

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