Non si tratta di dividere le donne in sante e prostitute, perché tutte, prima o poi, TUTTE, scopiamo a caso con uno qualunque che ci capita a tiro e tutte, probabilmente, abbiamo un prezzo.
Non si tratta di “chi ha studiato” contro “chi la dà via”, madri coraggio contro ragazze facili, millevalori contro nessunvalore.
Il punto non sono “i valori delle donne” e  “i valori degli uomini”, ché quelli non li puoi imporre, ognuno risponde solo alla sua coscienza e alla sua morale, in base a come è cresciuto e quello che ha imparato.
Il punto non è la prostituzione, che esiste da che esiste il mondo, e sempre esisterà.
Il punto non è la cultura “bassa”, popolare, che è da sempre la stessa, dagli antichi romani che andavano a vedere le corse dei cavalli al Grande Fratello.

Il punto è la cultura ALTA, quella che dovrebbe essere sopra tutte le nostre teste.
Quella si è paurosamente abbassata, è QUELLO il problema.
Mettiamo filosofi e scienziati a fare i ministri, invece di papponi e prostitute, e vediamo che succede.
Non ti puoi accanire contro la mancanza di cultura del popolo, se prima non dichiari guerra alla mancanza di cultura della classe dirigente. TUTTA. Dai politici ai preti ai professori ai giornalisti alle “istituzioni”.
Il punto non è Ruby, santoddio.

Dopo ieri, mi sembrava opportuno specificarlo, che è pieno di gente che ingenuamente scambia le manifestazioni di piazza con la caccia alle streghe.

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