Sì, è un libro che ho scritto io e quello è il mio nome. Una delle cose su cui mi sono rotta la testa l’anno scorso.
“Libro” è parola grossa, preferisco “monografia su commissione” che spoetizza ben bene il tutto ma forse non rende giustizia al tempo che gli ho dedicato (tanto per dirne una, per non disintegrare i miei preziosi volumetti, le tavole che compaiono all’interno non sono scansioni bensì FOTOGRAFIE, fatte da me e da me ritoccate una per una. Per dire).
128 pagine che trasudano Giappone in ogni virgola, perché Adachi=Giappone.
Nell’ultima pagina i ringraziamenti a chi di dovere, che non ripeto qui.

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