OSCAR – quest’anno le cose in grande :D

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UP-UPDATE – Che schifo. Ne ho presi tipo 11 su 24 cannando clamorosamente la sestina importante (3 su 6), King’s speech ha vinto TUTTO e questa cosa vi rendete conto che NON HA SENSO?!?! Social Network delusione maxima (a parte musica e adattamento che si sapeva). Ma NON PUOI DARE miglior REGIA e miglior SCENEGGIATURA ORIGINALE a King’s speech, NON PUOI. Fanculo Hollywood.
(ah, ovviamente col cavolo che li ho visti, quando è zompato lo streaming dopo il red carpet ho spento tutto e ciao.)

UPDATE – Per la cronaca questi sono i CAVALLI VINCENTI, non quelli-che-vorrei-vincessero.
È domenica notte e sto tentando di seguire la diretta in streaming (non so perché), ma sono le 01:20, siamo ancora al red carpet e la cerimonia comincia alle 02:30. FOLLE.
Oddio una giornalista italiana sta intervistando Colin Firth, che è sposato con un’italiana e parla meglio di me. Oddio, gli Oscar! Farmi tornare il brivido è UN ATTIMO!!!

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In breve

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Sarebbe il momento perfetto per sparare una qualche sentenza eterna su una cosa qualunque, scrivere un post lunghissimo zeppo di massimi sistemi o una pillola di saggezza in due righe a bruciapelo e lasciare tutti storditi e attoniti e pieni di meraviglia.
Invece al momento tutto quello che ho da dire è questo:

 

[sono fortemente tentata di comprare un camion di bombolette spray, assoldare una squadra di writer e ritoccare in questo modo TUTTE queste aberranti locandine che deturpano Roma ]

Demon Banzaaaai!

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Su Tofu&Broccoli si parla di Devilman, grande uomo cavolo.

Siamo tutte Ruby

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Non si tratta di dividere le donne in sante e prostitute, perché tutte, prima o poi, TUTTE, scopiamo a caso con uno qualunque che ci capita a tiro e tutte, probabilmente, abbiamo un prezzo.
Non si tratta di “chi ha studiato” contro “chi la dà via”, madri coraggio contro ragazze facili, millevalori contro nessunvalore.
Il punto non sono “i valori delle donne” e  “i valori degli uomini”, ché quelli non li puoi imporre, ognuno risponde solo alla sua coscienza e alla sua morale, in base a come è cresciuto e quello che ha imparato.
Il punto non è la prostituzione, che esiste da che esiste il mondo, e sempre esisterà.
Il punto non è la cultura “bassa”, popolare, che è da sempre la stessa, dagli antichi romani che andavano a vedere le corse dei cavalli al Grande Fratello.

Il punto è la cultura ALTA, quella che dovrebbe essere sopra tutte le nostre teste.
Quella si è paurosamente abbassata, è QUELLO il problema.
Mettiamo filosofi e scienziati a fare i ministri, invece di papponi e prostitute, e vediamo che succede.
Non ti puoi accanire contro la mancanza di cultura del popolo, se prima non dichiari guerra alla mancanza di cultura della classe dirigente. TUTTA. Dai politici ai preti ai professori ai giornalisti alle “istituzioni”.
Il punto non è Ruby, santoddio.

Dopo ieri, mi sembrava opportuno specificarlo, che è pieno di gente che ingenuamente scambia le manifestazioni di piazza con la caccia alle streghe.

Chi nasce con gli angoli tondi non muore con gli angoli quadrati

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Dovrei andare a farmi la doccia ma quanto non mi va.
Avrei molto di meglio da fare, veramente. Leggere nuovi fumetti. Guardare la tv. Dormire.
In un momento storico come non me ne capitavano da tempo, ovverosia totale astinenza sentimentale e totale stabilità lavorativa (in effetti forse questa combinazione non si è mai verificata in 31 anni, c’era sempre qualcuno da inseguire o qualche precariato da combattere) i pilastri che governano la mia vita sono tornati a essere quelli di un tempo. Ho ricominciato a leggere fumetti e guardare la tv. In pratica regressione all’adolescenza.
Vado in fumetteria con la smania di comprare quel nuovo manga che aspetto da mesi, il nuovo numero di quell’altro che è bimestrale, quel volume che doveva uscire a Lucca e non l’ho trovato. Cioè, mando proprio gli sms all’amico negoziante con l’ordine tassativo di tenermi da parte le copie. Oggi gli ho sganciato 25 euro, così, frush, appena prelevati. Lui mi guarda e mi dice “ma ti sei rimbambita?” e in effetti boh. È che uno le manie le deve pur scaricare da qualche parte. Fino a vent’anni andavo in fumetteria tutte le settimane (sempre da lui), il giorno di uscita dei manga, arrivavo lì come un tossico in crisi di astinenza implorando “fammi leggere qualcosa”. Botte di due-tre volumetti a settimana. Poi uno cresce blabla affina il gusto blabla leggi meno roba, usi i soldi per fare altre cose blabla. E quindi da un po’ di anni leggo i soliti autori che mi piacciono, una o due cose al mese, con le uscite bimestrali neanche più quelli, finché poi di botto ti ritrovi a mandare sms con scritto “ma quando esce?? Allora?? Mi metti da parte pure quell’altro?? Domani passo!”. Ti ritrovi a dare pugni sui muri se perdi l’occasione di tradurre quell’autore per cui venderesti tua madre. Come perdere una finale dei mondiali, uguale. Sogno infranto a un passo dalla vittoria.
Parlando con le colleghe traduttrici esce sempre fuori che “da quando traduco non leggo più manga”, “mi è passata la fantasia”, “li vedo solo come lavoro” ecc. ecc.
Per me non è così. Veramente. Una volta l’ho confessato. Io sto ancora con le palpitazioni quando esce una cosa che aspetto da tempo, mi appollaio sul divano e il resto del mondo scompare per un’oretta. Potrebbe venire giù una parete, niente. A volte leggo invece di lavorare. Cioè, non riesco ad aspettare, non ce la faccio. È la malattia, non mi passerà mai.

La tv è un’altra delle recenti conquiste. Sembro una massaia degli anni Sessanta. La sera penso “che bello, posso vedere la tv! Chissà cosa fanno!” oppure “ora mi sbrigo qui, così mi vedo un po’ di tv”. Stare senza per quasi un anno ha prodotto questo. Regressione totale. Faccio zapping come all’epoca in cui i serial si chiamavano telefilm. Avevo anche scritto un post lunghissimo sul nuovo televisore, che non ho mai postato non so perché. È diventato il fulcro della casa, gli ho rifatto intorno tutto il salotto, è l’OGGETTO più bello che abbia mai visto. Ha gli angoli tondi, capite? Gli angoli tondi sono la soluzione a tutti i problemi della vita, smussa un angolo e il destino ti sorriderà. Giuro. Chi è il GENIO che per la prima volta ha deciso di stondare gli angoli a qualcosa? Un architetto, un designer, un coglione qualunque, qualcuno sarà stato! GENIO.
Quindi ho questa adorazione per l’oggetto-televisore, come negli anni Sessanta. Quello che c’è dentro non importa, tanto cerco sempre cartoni demenziali (mai visti Due Fantagenitori? Li STRA-ADORO) o filmettini. Tipo stanotte ho beccato Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, COME non rivederlo? La musichetta, Volontè che parla siculo e gli strapperesti la camicia a morsi, gli zoom ravvicinatissimi che oggi non farebbe più nessuno manco sotto tortura e mettono un’angoscia assurda, l’italiano d’altri tempi, che razza di film incredibile, come fai a non rivederlo? Anche se poi ti addormenti sbavando sul divano.

Oltre a fumetti e tv un altro pilastro è il tè. Si può dire? Sono teinomane, a livelli mai visti. Spendo un capitale in tè. Cioè, un capitale nella misura in cui una scatoletta di Twinings la paghi tre-quattro euro (immagino) e quindi spenderne sette-otto come faccio io sembrerebbe folle. E invece. Oggi 15 euro di tè, frush, appena prelevati. Solo tè in foglia, dentro scatolette preziosissime di metallo, earl grey con petali di fiori di bergamotto, 4 frutti rossi con le fragole essiccate, tè verde all’arancia con le scorze. Proprio roba dell’altro mondo, da quando ho scoperto quella marca non ce n’è per nessuno. Mai più senza, a costo di andare fallita. E comunque il tè in foglia dura molto più delle scatole di bustine, quindi signoramia che je lo dico affà.

Quindi va così. Lavoro, fumetti, tv, tè. E dato che non ne ho mai abbastanza ho pensato bene di iscrivermi a un altro corso di traduzione, stavolta in videoconferenza. Comincia il 14, ironia della sorte, a San Valentino fidanzata col mio lavoro, ma va bene così. Per ora. La filosofia degli angoli tondi.
Non ne ho mai abbastanza. Una volta al festival della traduzione di Urbino ho seguito un seminario della traduttrice di Pennac, una professionista incredibile, che ha parlato due ore dell’uso della punteggiatura nei testi in traduzione. Cioè, due ore, letteralmente, a parlare delle virgole. Sono uscita estasiata.
Ricordatemi queste parole quando maledirò il dannato corso in videoconferenza, che per fortuna dura solo un paio di mesi.

Poi voglio anche prendere lezioni di pianoforte, ma su questo, magari, ci torno un’altra volta.

Fresco di stampa

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Sì, è un libro che ho scritto io e quello è il mio nome. Una delle cose su cui mi sono rotta la testa l’anno scorso.
“Libro” è parola grossa, preferisco “monografia su commissione” che spoetizza ben bene il tutto ma forse non rende giustizia al tempo che gli ho dedicato (tanto per dirne una, per non disintegrare i miei preziosi volumetti, le tavole che compaiono all’interno non sono scansioni bensì FOTOGRAFIE, fatte da me e da me ritoccate una per una. Per dire).
128 pagine che trasudano Giappone in ogni virgola, perché Adachi=Giappone.
Nell’ultima pagina i ringraziamenti a chi di dovere, che non ripeto qui.

Click sull’immagine per saperne di più ed eventualmente *GULP* comprarlo.

Alabama goes Broccoli

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UDITE UDITE!

Da OGGI i miei servigi di cinefila diversamente occidentale li trovate su Chicken&Broccoli, blog sito diversamente cinefilo gestito da quello zuzzurellone di C&B!

La mia rubrica assolutamente saltuaria e casuale si fregia di questa magnifica testata

e indovinate di che parla??

EVVIVA!!!