Volete un consiglio da Alabama, che è tanto saggia?
Non usate MAI sul muro bianco intonacato quei diabolici gommini che prendono il nome di PATAFIX (sembra il nome di un anticoncezionale) (oddio magari usato in determinati modi… OK NO) per attaccare poster, cartoline, foto e cazzarille varie. Io l’ho fatto, per tenere su un posterone largo 120 cm. proprio sopra la scrivania, che se vedete cos’è vi si accartocciano le budella dalla bellezza e fate oooooh con la bocca per mezz’ora, insomma qualche tempo fa il posterone è arrivato, ho sbaraccato tutto e dopo un consulto con il mio corniciaio (il signor Antonio, che è succube della moglie e ha due figlie adolescenti che lo mandano ai matti) ho deciso che il PATAFIX era l’unica soluzione praticabile. Dieci gommini sui due lati corti non sono bastati per non farlo incurvare tutto, tipo vela della barca, e dici vabbè, finché regge è talmente fico che me lo tengo così, poi troverò una soluzione più bella, finché stanotte, nel cuore della notte, io già mi ero addormentata a fatica, sento SKRUOTHKHK e mi sveglio di soprassalto. Il posterone venuto giù, staccato in parte e in parte penzolante. L’orrore. Un po’ per la tachicardia da incubo (che tra l’altro stavo avendo), un po’ perché AAAAHHH SI ROVINAAAAAA!!!! Mi sono alzata e delicatamente l’ho tirato via tutto, lasciando palline appiccichine gialle sul muro. Belle.
Poco fa ho tolto i residui dal poster, e per fortuna è venuto via bene tutto, mentre quelli sul muro… ehm… già. Mi sono messa a grattare tipo archeologo che trova il reperto, massima calma e concentrazione, ma ora ho comunque macchie grigiastre, intonaco venuto via, aloni, schifi vari. Schifo. Il signor Antonio ha fatto il suo tempo, devo andare dal falegname.
Perché QUELLA COSA deve stare attaccata davanti ai miei occhi per il resto dei miei giorni, quella cosa è l’opera d’arte prima e ultima, da cui tutto nasce e dove tutto muore, è la summa suprema di Forma, Sostanza, Idea, Suono e Significato, per quanto possiate cercare non troverete mai un’altra espressione di arte così pura, non una linea in più non una linea in meno, esattamente quelle, tutte, il minimo indispensabile per il massimo della concentrazione di TUTTO L’UNIVERSO.

 

Qui dentro.

 

 

 

 

 

 

 

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