Ritrovarsi con una intera serata libera alle 21.38 mi pone di fronte all’ancestrale dilemma: scrivo un post o vedo un film?
Questioni su cui filosofi e scienziati hanno dibattuto fino allo sfinimento.
Magari scrivo un post veloce e vedo un film corto, così vado pure a letto presto. Se, vabbè, quanti cavoli.

Da dire qui non avrei granché, se non che oggi sono andata a correre dopo mesi e mesi di assenza dalla pista (il mio culone ringrazia, infatti) sfruttando la prima giornata primaverile dell’anno. Fico, no? Il 9 gennaio comincia la primavera, God bless effetto serra. Seriously.
Felpetta e via, senza nulla temere. Correndo, come sempre, formulavo il post che avrei scritto stasera, era bellissimo, esilarante e pieno di dotte citazioni, peccato che sia svanito nel nulla, come sempre. I post pensati in corsa vivono al massimo un’oretta nutriti dall’adrenalina prodotta, poi PUFF! scompaiono e tanti saluti, ti lasciano lì appresso alle solite trite banalità. Tipo queste.

Ah, ecco che volevo dire. Che con la coinq siamo andate da Ikea, qualche giorno fa, e ieri in un impeto di bricolaggio estremo abbiamo montato un mobiletto per la cucina (così smettiamo di seminare ovunque pentole e possiamo tornare a vedere la superficie del tavolo, ingombro di qualunque cosa) e io mi sono anche prodotta con agilità nel cambio della tavoletta del cesso. Voi la sapete cambiare la tavoletta del water? Be’, da ieri io sì. Basta armarsi di pinze e avere il fegato di infilare la faccia in luoghi dove mai e poi mai avreste osato, per trovare cose che mai e poi mai avreste pensato. In una posizione scomodissima e tentando di non invertire avvitare con svitare, subdolo tranello in cui cado sempre (giuro, forse è un altro bug, devo sempre fare il gesto con la mano tipo fingere di svitare un tappo di bottiglia, sennò mica lo so se la pinza stringe o allenta. McGyver, sii fiero di me!). Dopo aver cambiato anche le tende della doccia (via mostrini mezzi ammuffiti, benvenuti pois) la situazione ha preso tutto un altro aspetto. Diciamo decente. Abbiamo anche smontato l’albero e messo via tutte le allegre allegorie natalizie, che cominciavano seriamente a darmi l’urto di nervi. Al posto di Happy Christmas dell’amato Lennon (basta, ciao, se ne parla il prossimo 8 dicembre) riecheggiava in casa Electric Ladyland dell’amato Hendrix e mentre trafficavo con pallette e lucine mi ponevo altre domande fondamentali, tipo: All along the watchtower è meglio nella versione originale di Bob ♥ Dylan o rifatta da Hendrix? Hendrix si sarà reso conto, tra una spada e l’altra, che stava entrando nella storia della musica? Che si prova a essere Jimi Hendrix? Cose così. Smontare un albero di natale può essere DAVVERO palloso.
E magari potrei sentire anche musica di questo secolo, ogni tanto.

Spero che la primafinta regga fino alla primavera, così ogni sera avrei un allegro post inutile tipo questo da propinarvi, pensate che bello. Picchi di audience, proprio.

Vado di là e metto un film.
(Ieri ho anche comprato il televisore nuovo ma SSSSHHH è segretissimo finché non arriva, con la sfiga che ho in queste faccende tecnologiche mi aspetto di aprire lo scatolone e trovarci dentro un minipimer)

 

[Le sto risentendo entrambe, mi sa che è meglio quella di Hendrix… evabbè]

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