L’ansia da prestazione per la sveglia stamattina mi ha fatto aprire gli occhi alle sei, per poi farmi girare e rigirare nel lettone per un’ora e mezza, fino all’effettivo TITITITITI che sancisce la condanna ad alzarsi. Ho deambulato come uno zombi per tutto il giorno, un po’ in compagnia, un po’ a sbrigare faccende noiose, perché ho già fatto una listina delle rogne da togliersi a inizio anno per sgombrare il campo dai residuati bellici dell’anno scorso, faccende apocalittiche come cambiare gestore di telefonia mobile, aprire un nuovo conto alle poste e chiudere il vecchio, portare in tintoria quella roba che è in macchina da due mesi, rinnovare la carta d’identità scaduta a ottobre, insomma cose divertenti da finire al manicomio criminale.

Adesso ho gli occhi che mi friggono e ho sonno come se fossero le 2 (sono le 21.54), non so perché mi sono messa a scrivere, probabilmente solo perché ho sentito per caso una canzone che mi ha ispirato e adesso avrei voglia di fare proprio un gran bel post, ma temo che un gran bel post richiederebbe una dose di disperazione e pessimismo su cui al momento non ho voglia di concentrarmi, perché il pessimismo fineannesco ha già lasciato il posto all’ottimismo inizioannesco, anche se poi, quando hai la gola impastata dal sonno le dita acquisiscono la capacità di connettersi al serbatoio grigio dell’inconscio senza passare dal filtro e tirano fuori cose che non avresti voluto.
Cose che adesso non so, ma che somigliano a domani ricomincio a tradurre e non mi va, ho le manie di persecuzione ne sono sicura, non voglio più parlare con nessuno, interessarmi di niente, condividere nulla, stare a sentire alcunché, voglio stare DA SOLA per un tempo infinitamente lungo. Sono arida. Mi hanno soffocato fino alla disintegrazione di tutto quello che di infinitamente grande avevo da dare e non sono più capace. Di fare niente, di dare niente, di amare nessuno.

Capite bene che roba così mette paura, non può essere roba che esce dal mio cervello, devono avermelo clonato, qualcun altro lo sta usando al posto mio e si diverte a buttarci merda dentro, nonostante l’ottimismo militarizzato che lo piantona da sempre, e specialmente all’inizio dell’anno.
Le lagne finiranno presto. Finiranno le lagne o finirà il blog, nel senso che l’imperativo è sempre stato CAZZEGGIO O MORTE! e non è che adesso mi metto a deprimervi tutti, sai che palle.

Ladies and Gentlemen, benvenuti nell’anno del Coniglio, 23° dell’epoca Heisei, occidentalmente detto 2011.

 

 

And one day we will die
And our ashes will fly from the aeroplane over the sea
But for now we are young
Let us lay in the sun
And count every beautiful thing we can see
Love to be
In the arms of all I’m keeping here with me, me


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