Harajuku gyaru

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“I loose socks (ルーズソックス, rūzu sokkusu) (dall’inglese calzini larghi, allentati) sono un tipo di calzettoni popolari tra le ragazze delle scuole superiori giapponesi da metà degli anni novanta”.

Giappone 2001, primo viaggio, primo acquisto.
Ritrovati da poco negli anfratti dei cassetti a casa dei miei.
Indossati dieci anni dopo, con lo stesso orgoglio.

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Eterno Amore

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Volete un consiglio da Alabama, che è tanto saggia?
Non usate MAI sul muro bianco intonacato quei diabolici gommini che prendono il nome di PATAFIX (sembra il nome di un anticoncezionale) (oddio magari usato in determinati modi… OK NO) per attaccare poster, cartoline, foto e cazzarille varie. Io l’ho fatto, per tenere su un posterone largo 120 cm. proprio sopra la scrivania, che se vedete cos’è vi si accartocciano le budella dalla bellezza e fate oooooh con la bocca per mezz’ora, insomma qualche tempo fa il posterone è arrivato, ho sbaraccato tutto e dopo un consulto con il mio corniciaio (il signor Antonio, che è succube della moglie e ha due figlie adolescenti che lo mandano ai matti) ho deciso che il PATAFIX era l’unica soluzione praticabile. Dieci gommini sui due lati corti non sono bastati per non farlo incurvare tutto, tipo vela della barca, e dici vabbè, finché regge è talmente fico che me lo tengo così, poi troverò una soluzione più bella, finché stanotte, nel cuore della notte, io già mi ero addormentata a fatica, sento SKRUOTHKHK e mi sveglio di soprassalto. Il posterone venuto giù, staccato in parte e in parte penzolante. L’orrore. Un po’ per la tachicardia da incubo (che tra l’altro stavo avendo), un po’ perché AAAAHHH SI ROVINAAAAAA!!!! Mi sono alzata e delicatamente l’ho tirato via tutto, lasciando palline appiccichine gialle sul muro. Belle.
Poco fa ho tolto i residui dal poster, e per fortuna è venuto via bene tutto, mentre quelli sul muro… ehm… già. Mi sono messa a grattare tipo archeologo che trova il reperto, massima calma e concentrazione, ma ora ho comunque macchie grigiastre, intonaco venuto via, aloni, schifi vari. Schifo. Il signor Antonio ha fatto il suo tempo, devo andare dal falegname.
Perché QUELLA COSA deve stare attaccata davanti ai miei occhi per il resto dei miei giorni, quella cosa è l’opera d’arte prima e ultima, da cui tutto nasce e dove tutto muore, è la summa suprema di Forma, Sostanza, Idea, Suono e Significato, per quanto possiate cercare non troverete mai un’altra espressione di arte così pura, non una linea in più non una linea in meno, esattamente quelle, tutte, il minimo indispensabile per il massimo della concentrazione di TUTTO L’UNIVERSO.

 

Qui dentro.

 

 

 

 

 

 

 

Update

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Volevo andare a letto ma ho un raptus. Vediamo se riesco ad aggiornare in 10 minuti. VIA!

La Japponovela

Come ogni serial che si rispetti la 2° puntata non è all’altezza della prima e già mediti di abbandonarlo. Solo fumo negli occhi.
Scrivo alla ragazzina, spero che tu stia meglio, mi dispiace per quello che è successo. Mi risponde con lunga mail e conclude con stasera ti chiamo. Perfetto. Ricordate Alabama Ufficio Consulenze? Esatto, ora vale anche per gli estranei. Mi telefona mentre sto finendo di lavorare, mi dice che lui è tornato, hanno parlato, NON lo ha buttato fuori, lui ha raccontato cazzate tipo HO SCELTO TE (giuro. santissimo iddio giuro), io le ho detto GUARDA CHE SONO CAZZATE, lei sisì lo so, infatti ci devo pensare. Grandioso. Ci deve pensare. Ma la mamma in tutto questo? Forse non lo sa, perché se avesse saputo gli avrebbe staccato l’uccello con un taglierino, lo avrebbe denunciato, buttato sotto una macchina, buttato di sotto dal balcone, preso a pugni QUALCOSA!!! Invece no. La mamma sa tutto e ha detto: SONO MOLTO DELUSA. Non è fantastico tutto ciò? Mia madre credo che avrebbe fatto tutte le cose sopra elencate più altre dieci a scelta. Infatti mi è uscito un SE IO FOSSI TUA MADRE… di nuovo follia Alabama, questa storia scatena in me istinti primordiali, è evidente. Mi terrà aggiornata. Mi ha anche mandato delle foto (SCORDATEVELE). Già le voglio bene. Ho una nuova amica 17enne. Invidiatemi.

La rete

Dopo 20 giorni siamo tornate online. Ci hanno spedito un router nuovo, che curiosamente per fare tipo Bologna-Roma è passato da Nuoro. Non arrivava, guardiamo il tracking sul sito, in transito a Nuoro. Nuoro, cioè su un’isola in mezzo al Mediterraneo. Il mio router. Dopo altri giorni telefoniamo. Se l’erano scordato lì, non sapevano neanche dove dovesse andare. Perfetto. Dopo un’altra settimana è arrivato. Ora siamo in wi-fi, una cosa mai successa prima, chilometri di cavi che serpeggiavano per la casa raccogliendo balle di polvere, SPARITI. Via. Ora abbiamo delle onde nell’aria, deambuliamo in mezzo agli 0 e agli 1, no forse in mezzo a QUELLE COSE DI INTERNET che hanno permesso lo scempio giovanilistico di cui al punto uno. Quelle.
Il wi-fi. Sembro un’abitante della preistoria che ha scoperto il fuoco.

Le cose da fare

Ho rinnovato la carta d’identità ma me la devono dare, ho cambiato gestore di telefonia mobile ma lo devono attivare, ho aperto un altro conto alla Posta ma deve arrivarmi il pacco, ho comprato la tv ma la devono recapitare. È divertente che per quanto tu ti faccia il culo a evadere le pratiche più mortalmente stracciapalle della Terra, togliendo minuti di sonno al tuo sabato e diminuendo paurosamente tutto di un botto la quantità di pazienza in dotazione, poi comunque, alla fine, in tutti i casi, devi aspettare che UN ALTRO completi l’opera. Un altro che generalmente nella scala evolutiva si trova un gradino sotto allo scimpanzè.

La mia persona

Ho deciso che ok, stare a dieta è troppo, ma mangiare solo tofu e insalata è ok. Pane ammesso. Biscotti per forza, magari pochi. Barili di tè. Pasta no, pizza poca. Sushi sì. Ma soprattutto tofu. Non avrò altro dio all’infuori del tofu.
Correre. Per ora ci riesco solo la domenica. È già qualcosa. Da quando ho decretato che nel 2011 NON SI LAVORA NEL WEEKEND la domenica sta effettivamente diventando il giorno migliore della settimana, mi ero scordata di che era fatta la domenica, il perché da bambini eravamo così contenti. Anche qui, abitante dell’800 che scopre i diritti dei lavoratori.
Le dita resistono. Inoltre per darmi un tono ho messo uno smalto color BRONZO, per una volta sorvolando sui vari rosa chiaro, rosa scuro, rosa medio, rosa confetto, rosa acceso, rosa shocking, rosa porcello, rosa coi brillantini, rosa opaco, rosa caramella, ecc. ecc. ecc. che adesso così così ma tra qualche mese con l’abbronzatura sarà il massimo del massimo. Garantito.

Avevo detto 10 minuti? Forget it. Ce ne ho messi 45.
Buonanotte.

The fabulous life of a desperate translator

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PROLOGO

Torno a casa un po’ più tardi del solito, pranzo di fronte al computer e mi preparo a tradurre la dose quotidiana. Dopo una pagina squilla il cellulare. Numero fisso, sconosciuto.

CIAK SI GIRA

– Pronto?
– Ehm, buongiorno avrei bisogno di una traduzione (voce di ragazzina educata)
– Ah, ma come ha avuto il mio numero? (perché le do del lei?)
– Dall’Istituto Giapponese.
– Ah, ok. (maledetti, me la pagherete) E… di cosa si tratta? Documenti o…
– No, è una cosa personale. È una pagina sola, neanche tutta piena… (una cosa personale… mezza antenna sollevata) Mi servirebbe entro oggi… (voce tra l’allarmato e il depresso)
– Ah, entro oggi… (che io sia maledetta se accetto! Guarda quante pagine hai!! Guarda che cazzo di manga incomprensibile!! Non hai tempo!! Pisciala!!) Ma di che si tratta? (AAARGH!!)
– Non lo so, ma alla fine… c’è scritto TI AMO. Il mio ragazzo è venuto qui dal Giappone, oggi è partito 5 giorni per la Puglia e io tra le sue cose ho trovato questa! (OH. MY. GOD. Subodoro l’incredibilità di quello che sto per sentire)
Ah, ma tu non sai il giapponese?
– No!
– …E perché il tuo ragazzo ti scrive una lettera in giapponese se non lo sai? (povera, povera piccola ingenua Alabama)
– Ma infatti non è per me! (voce disperata. OPS. La bomba è più potente di quanto avessi intuito) Io… se non so entro oggi cosa c’è scritto impazzisco!
AH… Ehm… ok… facciamo così… tu mandamela via mail ok? Io do un’occhiata e poi ti faccio sapere… (ormai la curiosità mi divora)
– Sì, ok! Gliela sto mandando adesso! (continua a darmi del lei, io dopo la prima frase sono passata al tu. Dalla voce dimostra 15 anni. OH. MY. GOD.)
– Allora a dopo!

Mi arriva la mail. Due allegati, le foto scattate alla lettera e a un altro bigliettino di auguri con dei cuori. È una LETTERA D’AMORE. Solo che è indirizzata a LUI, dalla sua FIDANZATA GIAPPONESE. Cioè, capito?? Io ho al telefono ragazzina italiana disperata, sotto gli occhi una lettera che ha trovato in mezzo alla roba del suo ragazzo e ci sono scritte cose tipo CARO XXX ORA SARAI IN AEREO. MI MANCHERAI TANTO. FINALMENTE DOPO 4 ANNI CORONI IL TUO SOGNO DI ANDARE IN ITALIA, DIVERTITI E TORNA PRESTO. SONO SOLO TRE MESI MA SARANNO LUNGHISSIMI SENZA DI TE. QUANDO TORNERAI SAREMO FELICI PER SEMPRE. DA QUANDO TI CONOSCO LA MIA VITA È CAMBIATA, SEI LA COSA PIU’ BELLA CHE MI SIA MAI CAPITATA. (BLABLABLA) SO CHE MATURERAI TANTO E DIVENTERAI UNA PERSONA MERAVIGLIOSA, IO SARO’ AL TUO FIANCO E TI SOSTERRO’ SEMPRE. (BLABLABA) TI AMO (scritto sia IN ITALIANO che in jappo) TUA XXX

Vi rendete conto??? DEVO DIRGLIELO IO!!!
Corro dalla coinq. Tra risate convulse e panico, lei afferra il succo.
CIOE’ TI RENDI CONTO?? QUESTA SEMBRA UNA QUINDICENNE!! MA IO CHE LE DICO?? QUESTO È UNO STRONZO, STA CON UN’ALTRA!! ODDIO, MA CHE CAZZO DI STORIA È?? È UNA CANDID CAMERA?!
Desperate Alabama. Non-può-stare-capitando-a-me.
Ok, basta la chiamo. Le dico che ho letto la lettera e che… forse non è il caso di stare con questo. La coinq mi asseconda e assiste al tutto. Ok, la richiamo.

– Ehm… Ciao sono Federica!
– Ah! Salve!
– …Ehmmmm… senti ma come si chiama il tuo ragazzo? (accertiamoci che sia proprio lui)
– XXX
– AH. (è lui.) Ehmmm… ma tu quanti anni hai?
– 17. Lui 21.
– AH. (col labiale lo dico alla coinq. Si mette una mano in fronte tipo OHMYGOD)
– Eeee… da quanto state insieme?
– 11 mesi.
– AH. (mi viene mezzo da ridere, è una cazzo di candid camera)
– Ma che c’è scritto? (sempre educata ma voce tremula)
– Senti… la lettera è di una ragazza e… sembra proprio la sua ragazza… cioè… lei scrive che BLABLABLA e quindi penso che… mi dispiace ma…
– AH. (10 secondi di silenzio) Ma… c’è scritto da quanto stanno insieme…? (voce tremula)
– No… però… beh, lei dice proprio che BLABLA (la coinq mi fa segno tipo CAZZO VACCI PIANO!! Sono un mostro)
– Oddio… ehm… mi scusi… (PIANGE. Io mi struggo e faccio il gesto della lacrima alla coinq. Si apre il casus)
– No, tranquilla… ma senti… tu lo conoscevi bene? Cioè…
– Beh ci siamo conosciuti via internet… (OH.MY.GOD) solo che… ora capisco… quelle telefonate che faceva lunghissime… e mia madre me l’aveva detto che magari poteva nascondere qualcosa… solo che… capito, tutti sanno che sono la sua ragazza… I suoi genitori mi hanno anche mandato dei regali… (SIGNOREIDDIO) Lui… è anche il mio primo ragazzo… (labiale alla coinq E’-I-L-P-R-I-M-O-R-A-G-A-Z-Z-O!) E poi capito… arrivi in Italia e dentro la valigia 3500 preservativi (AAARGH) e chiaramente… ho sprecato la mia prima volta con lui… (NO REGA’. Labiale: C-I-H-A-S-C-O-P-A-T-O-L-A-P-R-I-M-A-V-O-L-T-A! La coinq tipo sviene, ormai è un misto di assurdità e candid camera)
– Oddio… senti ma… lui sta a casa tua?
– Sì, da un mese. (GOSH, quindi questo si fa 3 mesi a scrocco in Italia e si scopa una diciassettenne pure vergine!! Il delitto perfetto!)
– Eh, ma… qui è chiaro che lui ha un’altra… lo devi mandare via… oddio mi dispiace tanto… solo che lui è davvero un POCO DI BUONO (non ci credo. Non posso aver usato l’espressione POCODIBUONO. e invece sì. La coinq si sganascia. Io comincio a tramutarmi in ALABAMA HELP LINE). Senti, devi stare attenta a QUESTE COSE DI INTERNET (non posso averlo detto!! Non ho detto COSE DI INTERNET!! E INVECE SI’!!! Labiale alla coinq M-A-C-H-E-S-T-O-D-I-C-E-N-D-O?!?!? Sono uscita dal mio corpo) Questo ti ha presa in giro, certo prende in giro anche l’altra ma… ti ha detto un sacco di bugie!!
– Mia madre me lo diceva… ma lui… ehm, le posso dare del tu? (mi dava ancora del lei, è di una dolcezza disarmante)
– Certo!
– Se tu lo vedessi… è gentilissimo… non penseresti mai che possa fare una cosa del genere… oddio e stasera se mi chiama che gli dico??
– Beh… digli che dovete parlare… poi quando torna però mandalo via!! Vedi LE MAMME A VOLTE HANNO RAGIONE (Alabama impazzita completamente, manco mi nonna in carriola), devi stare attenta, i giapponesi hanno quella faccia angelica ma poi… non puoi mai sapere… e poi via internet… (LA VECCHIA BIGOTTA)
– Grazie… ok… solo che veramente (ripiange), oddio scusa… ma ti annoio?
– NO, MACCHE’! TRANQUILLA! (Domani apro una help line, chiamate tutti me, DAJE!)
– No, è che veramente… pensa se non avessi trovato la lettera… ora gli dirò di tornarsene in Giappone! Oppure di andare da un’altra parte! (roba che io avrei dato fuoco alla sua roba e l’avrei aspettato con le tagliole dietro alla porta e una mazza da baseball in mano. Sì, tornatene in Giappone… fatto a pezzi e chiuso in una valigia però)
– Sì, brava… Mi raccomando… Mi dispiace… Lui ti dirà che tu non hai capito quello che c’era scritto sulla lettera perché non sai il giapponese, ti dirà che ti ama e altre balle, tu DIGLI CHE HAI CHIESTO A UNA TRADUTTRICE PROFESSIONISTA (boom! E attenti ora…) ANZI DIGLI DI CHIAMARMI CHE CI PARLO IO CON QUESTO!! (delirio totale di onnipotenza. la coinq mi dice STAI ESAGERANDO)
– Grazie… veramente, mi hai aiutato tanto… grazie mille…
– Ma figurati, anzi… la mia mail ce l’hai, fammi sapere (ormai DEVO SAPERE COME CAZZO VA AVANTI!!!) e senti… però dillo a tua madre… CONFIDATI CON LEI (ecco, qui proprio il tracollo, la coinq piegata in due, io ormai pronta a una puntata di Amici di Maria de Filippi, io che dico CONFIDATI CON TUA MADRE non si è MAI sentito sulla Terra)
– Sì, ok… ora la chiamo… Grazie ancora…
– Ciao…

EPILOGO

Il sabato del bricolaggio

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Ritrovarsi con una intera serata libera alle 21.38 mi pone di fronte all’ancestrale dilemma: scrivo un post o vedo un film?
Questioni su cui filosofi e scienziati hanno dibattuto fino allo sfinimento.
Magari scrivo un post veloce e vedo un film corto, così vado pure a letto presto. Se, vabbè, quanti cavoli.

Da dire qui non avrei granché, se non che oggi sono andata a correre dopo mesi e mesi di assenza dalla pista (il mio culone ringrazia, infatti) sfruttando la prima giornata primaverile dell’anno. Fico, no? Il 9 gennaio comincia la primavera, God bless effetto serra. Seriously.
Felpetta e via, senza nulla temere. Correndo, come sempre, formulavo il post che avrei scritto stasera, era bellissimo, esilarante e pieno di dotte citazioni, peccato che sia svanito nel nulla, come sempre. I post pensati in corsa vivono al massimo un’oretta nutriti dall’adrenalina prodotta, poi PUFF! scompaiono e tanti saluti, ti lasciano lì appresso alle solite trite banalità. Tipo queste.

Ah, ecco che volevo dire. Che con la coinq siamo andate da Ikea, qualche giorno fa, e ieri in un impeto di bricolaggio estremo abbiamo montato un mobiletto per la cucina (così smettiamo di seminare ovunque pentole e possiamo tornare a vedere la superficie del tavolo, ingombro di qualunque cosa) e io mi sono anche prodotta con agilità nel cambio della tavoletta del cesso. Voi la sapete cambiare la tavoletta del water? Be’, da ieri io sì. Basta armarsi di pinze e avere il fegato di infilare la faccia in luoghi dove mai e poi mai avreste osato, per trovare cose che mai e poi mai avreste pensato. In una posizione scomodissima e tentando di non invertire avvitare con svitare, subdolo tranello in cui cado sempre (giuro, forse è un altro bug, devo sempre fare il gesto con la mano tipo fingere di svitare un tappo di bottiglia, sennò mica lo so se la pinza stringe o allenta. McGyver, sii fiero di me!). Dopo aver cambiato anche le tende della doccia (via mostrini mezzi ammuffiti, benvenuti pois) la situazione ha preso tutto un altro aspetto. Diciamo decente. Abbiamo anche smontato l’albero e messo via tutte le allegre allegorie natalizie, che cominciavano seriamente a darmi l’urto di nervi. Al posto di Happy Christmas dell’amato Lennon (basta, ciao, se ne parla il prossimo 8 dicembre) riecheggiava in casa Electric Ladyland dell’amato Hendrix e mentre trafficavo con pallette e lucine mi ponevo altre domande fondamentali, tipo: All along the watchtower è meglio nella versione originale di Bob ♥ Dylan o rifatta da Hendrix? Hendrix si sarà reso conto, tra una spada e l’altra, che stava entrando nella storia della musica? Che si prova a essere Jimi Hendrix? Cose così. Smontare un albero di natale può essere DAVVERO palloso.
E magari potrei sentire anche musica di questo secolo, ogni tanto.

Spero che la primafinta regga fino alla primavera, così ogni sera avrei un allegro post inutile tipo questo da propinarvi, pensate che bello. Picchi di audience, proprio.

Vado di là e metto un film.
(Ieri ho anche comprato il televisore nuovo ma SSSSHHH è segretissimo finché non arriva, con la sfiga che ho in queste faccende tecnologiche mi aspetto di aprire lo scatolone e trovarci dentro un minipimer)

 

[Le sto risentendo entrambe, mi sa che è meglio quella di Hendrix… evabbè]

Akemashite omedetou gozaimasu

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L’ansia da prestazione per la sveglia stamattina mi ha fatto aprire gli occhi alle sei, per poi farmi girare e rigirare nel lettone per un’ora e mezza, fino all’effettivo TITITITITI che sancisce la condanna ad alzarsi. Ho deambulato come uno zombi per tutto il giorno, un po’ in compagnia, un po’ a sbrigare faccende noiose, perché ho già fatto una listina delle rogne da togliersi a inizio anno per sgombrare il campo dai residuati bellici dell’anno scorso, faccende apocalittiche come cambiare gestore di telefonia mobile, aprire un nuovo conto alle poste e chiudere il vecchio, portare in tintoria quella roba che è in macchina da due mesi, rinnovare la carta d’identità scaduta a ottobre, insomma cose divertenti da finire al manicomio criminale.

Adesso ho gli occhi che mi friggono e ho sonno come se fossero le 2 (sono le 21.54), non so perché mi sono messa a scrivere, probabilmente solo perché ho sentito per caso una canzone che mi ha ispirato e adesso avrei voglia di fare proprio un gran bel post, ma temo che un gran bel post richiederebbe una dose di disperazione e pessimismo su cui al momento non ho voglia di concentrarmi, perché il pessimismo fineannesco ha già lasciato il posto all’ottimismo inizioannesco, anche se poi, quando hai la gola impastata dal sonno le dita acquisiscono la capacità di connettersi al serbatoio grigio dell’inconscio senza passare dal filtro e tirano fuori cose che non avresti voluto.
Cose che adesso non so, ma che somigliano a domani ricomincio a tradurre e non mi va, ho le manie di persecuzione ne sono sicura, non voglio più parlare con nessuno, interessarmi di niente, condividere nulla, stare a sentire alcunché, voglio stare DA SOLA per un tempo infinitamente lungo. Sono arida. Mi hanno soffocato fino alla disintegrazione di tutto quello che di infinitamente grande avevo da dare e non sono più capace. Di fare niente, di dare niente, di amare nessuno.

Capite bene che roba così mette paura, non può essere roba che esce dal mio cervello, devono avermelo clonato, qualcun altro lo sta usando al posto mio e si diverte a buttarci merda dentro, nonostante l’ottimismo militarizzato che lo piantona da sempre, e specialmente all’inizio dell’anno.
Le lagne finiranno presto. Finiranno le lagne o finirà il blog, nel senso che l’imperativo è sempre stato CAZZEGGIO O MORTE! e non è che adesso mi metto a deprimervi tutti, sai che palle.

Ladies and Gentlemen, benvenuti nell’anno del Coniglio, 23° dell’epoca Heisei, occidentalmente detto 2011.

 

 

And one day we will die
And our ashes will fly from the aeroplane over the sea
But for now we are young
Let us lay in the sun
And count every beautiful thing we can see
Love to be
In the arms of all I’m keeping here with me, me


Filmaggio di capodanno/2

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Niente a che vedere con quello del 2009 (l’avevo detto) ma almeno ho potuto giocherellare coi nuovi ammennicoli di iMovie…