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Postare o non postare? Il dilemma del XXI secolo. In una domenica apatica più che mai, passata a dormire, leggere, cliccare a caso e telefonare a vuoto, penso che vorrei andare al cinema ma piove a secchiate e fa freddo, l’unico cinema dove fanno l’unico film che voglio vedere è lontanissimo e vorrebbe dire vestirsi, guidare, trovare parcheggio, camminare. Diciamo che preferirei essere bruciata viva (almeno non avrei freddo).

Ieri sera ho rivisto Colazione da Tiffany. Per la prima volta in un anno, credo, ho preferito un film a una puntata di Six Feet, e sono andata a caparmi proprio quello.
Che film odioso. Non posso dire che odio Audrey gattamorta Hepburn, sennò finisco incenerita seduta stante dal dio della femminilità (che immagino abbia le fattezze di Cristiano Malgioglio), ma ieri sera ho di nuovo avuto la certezza che non la sopporto, perché nella realtà non sopporto quel tipo di donna. E ne ho conosciute a pacchi, ovviamente non sono diventate amiche mie, ma posso individuarle in un attimo. Sono la mia antitesi, non so se vuol dire che non ho femminilità o che altro (ehi, ne ho da vendere bello!), ma so che io non sono e temo che non sarò mai così, e probabilmente è una grossa sfiga.
È una sfiga quando per gli uomini sei “un amico”, è una sfiga quando dopo la vampata iniziale e successive sviolinate di “sei fantastica” diventi una specie di consulente sui temi più svariati, dai traumi infantili al contratto di lavoro, sempre fantastica eh! ma le donne sono altre. Alabama ufficio consulenze. Dovrei mettere una tariffa oraria. Mi è capitato svariate volte, dove svariate significa ben più di una, chissà alla cara Audrey quante.
Il successo di Audrey è nel fatto che donne come lei esistono, è un modello a cui è facile tendere e anche relativamente facile diventare, in fondo alla fine è come tutte dovremmo essere, forse.
Nel mondo reale non esistono Marlene Dietrich, Catwoman o Marilyn (inarrivabile), mentre Audrey, con la sua prima di reggiseno, le gambette secche e quattro peli in testa, un misto di troietta accalappiauomini e fragile complessata (a cui i maschi non chiederanno MAI consulenze), esiste eccome. Non mi chiedete dove come presentamela ti prego, perché ne conoscete sicuramente. Non sono io, in ogni caso.

Tutto questo è solo una constatazione.

 

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