Ad esempio adesso vorrei parlare di tutt’altro, o fare tutt’altro, o scrivere tutt’altro da tutt’altra parte (vabè, si è capito) invece mi tocca sbobinare la recensione del film che ho appena visto. Si può dire che la rubrica di cinema mi ha già un po’ stufato? Non del tutto, ma un po’ sì. E ho anche zompato una rece, ora che ci penso! Oddio che ansia. La scriverò poi. Comunque il film di oggi è questo.

Sono andata a vederlo SOLO perché il film precedente dei due registi, Louise-Michel, mi aveva fatto impazzire letteralmente, lo reputai all’epoca uno dei migliori film della stagione, rivelazione clamorosa, e tuttora sto monitorando il dvd online per comprarlo appena cala un attimo di prezzo (bello ok, ma pagare poco meglio). Quindi intanto vi dico recuperate Louise-Michel perché merita, se vi piace il grottesco, il vagamente surreale e l’ironia non-sense.
Questo è sicuramente meno bomba dell’altro, va anche detto che Depardieu fa un po’ senso così enorme e unticcio, e l’errore potrebbe essere stato il voler incentrare tutto il film su di lui, che fa un viaggetto in moto per recuperare documenti per la pensione e incontra tizi assurdi. La tristezza di fondo (parecchia) è compensata con il solito tocco surreale e anche se alla fine il film è un po’ carente nella scrittura, di certo non lo è nella regia, perché si vede proprio, si vede tantissimo, che i due registi ci mettono tutto il cuore e tutto quello che possono, che sanno fare quello che fanno e che hanno idee molto precise. Per dire, la nipote di Mammuth è una disadattata che fa installazioni mostruose di pupazzi e peluche sventrati, quindi qualcuno si è messo lì e ha costruito tutta quella roba, non so se rendo l’idea. Grandi idee x piccoli film = grandi film.

Ora ho sonno e non riesco a dire altro, però continuerò a vedere i film di questi due, anzi, leggo ora su IMDb che hanno fatto altri film prima di Louise-Michel, quindi dovrò inventarmi qualcosa per vederli. Ecco. Li amo.

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