Meltdown
Ieri sera guidavo frignando mentre alla radio passavano Don’t cry dei Guns. Giuro. Alle volte penso che la fissa per le colonne sonore abbia irrimediabilmente acuito il mio livello di attenzione e quando succedono cose così suppongo che siano opera di un direttore d’orchestra superiore che decide cosa far girare IN QUEL MOMENTO su Virgin Radio.
Comunque.
Il meltdown è arrivato ieri, passiflora o non passiflora, e quando crollo, io che ho un po’ la fissa di mantenere sempre il controllo, fisico e mentale, non so come affrontarlo. Probabilmente non è neanche passato del tutto, perché c’è sempre qualcosa o qualcuno che interferisce e non ti fa sbroccare realmente come vorresti, una volta per tutte. No, c’è sempre qualche impiccio, quindi boh, restiamo in attesa.
Non sono matta eh, esiste un motivo scatenante con cui non intendo affatto tediarvi, quindi evitate pure le preoccupazioni e le offerte di aiuto, se mai vi venisse in mente.

The Wedding Situation
Dovete sapere che sabato si sposa una delle mie più vecchie amiche, eravamo al liceo insieme, e la sottoscritta, insieme con la terza del trio, sarà DAMIGELLA D’ONORE come si vede nei film ammeregani. La sposa è una dannata frikkettona che vuole fare la grigliata in agriturismo nelle campagne reatine, i giochi di società e il ballo della scopa, tutte cose bellissime se non fosse che a quanto pare pioverà, farà freddo e devo ancora fare un milione di cose. Io e l’altra damigella abbiamo il vestito uguale come le Kessler, cioè un pastrano corto e leggero (di Ethic, etno-chic della malora) con cui probabilmente congeleremo (io di sicuro) e dovremo anche fare IL DISCORSO, come quelli che fa Hugh Grant in praticamente tutti i suoi film (*tin-tin-tin* sul bicchiere e colpo di tosse prima di iniziare). Santoddio. Non so perché l’opinione comune è che ne uscirà uno sketch degno del Saturday Night Live, io so solo che non abbiamo preparato nulla e andremo a braccio, magari rimembrando i trascorsi da tossicodipendente della sposa e i suoi ex fidanzati avanzi di galera. La famiglia dello sposo sarà contenta. Per regalo due accappatoi su cui abbiamo fatto ricamare il nome davanti e una frase ridicola dietro, a mo’ di Glamorous Rocky Balboa. Non abbiamo ancora le scarpe, né qualcosa da mettere sopra, il tutto durerà TRE GIORNI e ho già l’ansia da prestazione che mi divora. Inoltre, gli invitati saranno al 90% coppie oppure gay (o coppie di gay), quindi anche l’eventualità di trovare marito pare assai remota. Al momento mi interessa solo arrivare a lunedì viva.

New addictions
Non so se ricordate, ma in un vecchio post parlavo di “una brutta cover indie di Enjoy the silence“. Ebbene, ne sono completamente succube, il cielo mi perdoni.

Old addictions
Ho un biglietto aereo per il Giappone. Parto il 29 marzo 2011. Torno, torno.

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