Niente.
Continuo a sbagliare timing e scegliere film del tutto inadatti al momento storico che sto vivendo (un po’ peggio degli altri, ma lasciamo stare).
Mi sono ribellata al tunnel dei divertimenti del sabato sera (cose folli tipo concerti gratis, cene in strani ristoranti, l’Oktoberfest all’amatriciana) e ho fatto la contro-proposta del cinema, accolta da uno sparuto gruppo di cani sciolti. Non c’è praticamente un tubo da vedere tranne HERZOG e URLO, quello con James Franco che fa Allen Ginsberg.
Ecco, diciamo che se sceglievo il secondo forse era meglio.

Boh, io i film così non li so giudicare, grazie a dio non sono un critico e non è compito mio. È che proprio non gli ho dato nessun senso. Cioè, non ti fa incazzare come Somewhere, qui lo vedi che c’è una mano dietro, qualcuno che sa cosa sta facendo, peccato che solo lui lo sa e nessun altro. Già.
Nemmeno lo conosco bene Werner Herzog, ho un amico che lo ama e lo adora, forse dovevo andarci con lui. Invece mi sono addormentata un paio di volte (avevo già sonno, FAIL) e mi sono chiesta «ma sono io che non capisco o è lui che non vuole dire niente?» e non è mai bello quando te lo chiedi.
C’è uno svitato che accoppa la madre, castratrice e very lynchana. Lynch ha prodotto il film, e infatti oltre a MADRE c’è anche NANO. E ok. Arriva il detective e interroga la di lui fidanzata, la sempre bella Chloe Sevigny. E ok. Lui ha due ostaggi in casa e alla fine si scopre che sono i suoi due fenicotteri (non vi allarmate, è come spoilerare sulla croce rossa). I fenicotteri, va detto, sono bestie che mi sono sempre piaciute da impazzire e sono la parte migliore del film. Quindi salti nel tempo, scene scollegate tra loro, frasi senza senso. Lui è attore e recita Sofocle. Elettra. Quindi uccisione madre ecc. La uccide sul serio. Uhm. A un certo punto dice che Dio è l’omino canuto che sta sui barattoli della farina d’avena. Ti chiedi come mai la sua ragazza non abbia alzato il telefono e chiamato la neuro. E ok. Poi lo arrestano. Fine.
Dal trailer sembrava Il silenzio degli innocenti.
Devo smetterla di abboccare ai trailer.

Potrei mettermi a cercare recensioni serissime e interessantissime ma sto esplodendo dal sonno e poco fa ho anche detto alla coinq «se mi metto a scrivere uccidimi».

Farina d’avena e i suoi amici in TV.

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