CLAMOROSO UPDATE
Somewhere vince il Leone d’oro a Venezia!!! Non ci credo.
Annuncio accolto da raffiche di fischi e urla. Ci credo.
Chi era il presidente di giuria? Tarantino. E GRAZIE, LUI E LA COPPOLA SCOPAVANO!!!
‘A Quentin… ma mannaggia a te e ai nerd obnubilati dalla f…
(quella è pure un cesso, tra l’altro)
Non mi riprenderò mai più dallo shock.

Somewho? Somewhat?? E soprattutto, dico io… SomeWHY?!?!?
Sofia Coppola must die. Sofia Coppola fa i film perché SO’ FIA DE COPPOLA.
Con un amico fuori dal cinema immaginavamo proprio la scena:
– Papà voglio fare questo film, ecco leggi il copione.
– Vediamo un po’… Uhm… Santo cielo… Figlia mia ma questo film è UNAMMERDA!!!
– Dai papà, lo voglio fare!! E su!! Voglio andare in Italia!! Dammi i soldi!!
– E vabbè. Eccoteli.

È andata così, ci potete giurare.
Io Sofia Coppola già la odiavo, ma da tanto, la odio da Lost in translation che mi ha fatto orrore e ribrezzo mentre tutto il mondo si strappava i capelli e sveniva dalla commozione (nel mio caso cerebrale).
Il punto è questo. I suoi film non parlano di niente, ZERO, ci sono questi personaggi trasandati, malinconici, il mal di vivere, la società moderna, tutte queste cose e BASTA, senza una storia, senza narrazione, senza niente che non sia autocompiacimento e qualche bella canzone azzeccata. Sofia Coppola si vede che fa i film tanto per fare, si vede che non gliene frega niente dei suoi personaggi, né delle cose che racconta, si vede che non ci mette il cuore MAI.
Le Vergini suicide non era male, ma me lo ricordo a stento e sicuramente molto merito ce l’ha il libro da cui è tratto, scritto da una mente geniale (l’autore di Middlesex, un vero capolavoro, credetemi) e alla colonna sonora degli Air. Fidatevi. Lo vidi al cinema e la cosa che mi ricordo meglio è che allo sconosciuto seduto accanto a me gli fischiava il naso quando respirava e io passai due ore di film con questo sottofondo tragicomico. Fico, no?
Poi fu la volta di Lost in translation. Tutto il mondo impazzì, io uscii dalla sala inorridita perché già studiavo giapponese ed ero stata in Giappone e trovai intollerabile quanto poco gliene fosse fregato a chi aveva scritto il film (sempre lei, che ci vinse pure l’oscar AAARGH!!) di interessarsi veramente del Giappone, il che non vuol dire che il Giappone non si può prendere in giro, santoddio io sono in prima linea nel farlo, ma che lo devi fare con acume se vuoi raccontare una storia, con rispetto, con AMORE cazzo. Sennò SI VEDE che non te ne frega una mazza e vuoi solo fare la storia sciatta di due tristoni dalla vita noiosa in un “posto strano” (che poteva essere anche Reykjavik, o il Borneo, o Sezze Romano). E ovviamente farci due palle così anche a noi.
Poi, non paga, ho visto anche Marie Antoinette, che vabbè, non racconta nulla come sempre ma almeno c’è una bella colonna sonora ed è pop, e io abbocco sempre al pop. Ma il film su, non vale niente.

Somewhere non racconta nulla, è una NOIA MORTALE, alla fine preghi iddio che il protagonista si spari un colpo in testa (giuro, sarebbe venuto giù il cinema dagli applausi) e ci sono solo scene in cui lui guida una Ferrari, o beve birra, o fissa il vuoto o culi di spogliarelliste. Una ragazzina gli gira intorno ed è la figlia (ragazzina che è la sorellina di Dakota Fanning, e ciò significa che come fu per la dinastia dei Culkin negli anni ’90 probabilmente ci ritroveremo piccole Fanning tra i piedi per altri dieci anni). Sembra un b-movie girato da uno studente di cinema depresso.
Il clou è raggiunto con le scene in Italia, il protagonista fa l’attore ed è invitato ai Telegatti (…) e compaiono SIMONA VENTURA, NINO FRASSICA, MAURIZIO NICHETTI (un anacronismo che veramente non ho ancora capito) e LAURA CHIATTI, quella cagna maledetta. Di nuovo, alla Coppola dell’Italia non gliene frega niente. Voleva solo farsi un giro a Milano a via Montenapoleone, suppongo.

Sofia Coppola, tu non meriti di esistere e io non vedrò MAI PIU’ un tuo film.

(In tutto questo la cosa migliore sono stati i trailer degli altri film, tra cui La Passione di Mazzacurati in cui c’è Corrado Guzzanti che interpreta GESU’. Vado alla prima.)

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