Visto il trionfale successo della nuova rubrica (vero? Accorrete numerosi) vi beccate subito subito il secondo cinepost, che in verità è una cosa che volevo mettere da tempo, da quando una mia amica me l’ha fatta scoprire.
Magari già lo conoscete tutti, ma su Youtube c’è questo filmato relativo alle somiglianze tra i film Disney che mi ha abbastanza… scosso.
Vedetelo, poi vi dico che ne penso.

Ecco che ne penso.
Finalmente mi è chiara la sensazione di déjà vu che rivedendo Robin Hood per la settantesima volta (il mio classico Disney preferito) alle volte mi prendeva.
Perché gli Aristogatti e Il libro della giungla non li so a memoria come Robin Hood, ma sullo schermo sono passati spesso in giovane età (in giovane età vedevo un film Disney al giorno, tutti i giorni, più o meno come tutti i fortunati che sul finire degli anni Ottanta avevano già il videoregistratore).
E insomma all’inizio grosso shock, reazioni tipo NOOOO ODDIOOOO!!!
Poi constatazioni varie.
Poi riflessioni.
I film Disney sono dunque fatti col computer??!?!
Cari ragazzi, la risposta è SI’.
Da che mondo è mondo esistono cose chiamate ARCHIVI in cui, immagino, gli animatori depositano tutto il loro lavoro fatto faticosamente a mano per ogni singolo film. Gli archivi si trovano, immagino, dentro ai computer, o dentro una sgabuzzino con scatole piene di fogli ai tempi di Biancaneve, non importa.
Quando capitano scene simili tra un film e l’altro perché, di grazia, diventare scemi e disegnare gli stessi movimenti su centinaia di fogli (specie per scene incasinate come balli e capriole varie) quando si possono riutilizzare gli stessi cambiando, a mano, solo le sagome dei personaggi? Io lo farei, e non ci trovo niente di assurdo. Quanto lavoro poteva essere necessario, proprio in quegli anni in cui i computer non esistevano, per realizzare un intero film animato? Non arrivo a immaginarlo. Quindi è logico che quei poracci si siano dovuti inventare qualche sistema per accorciare i tempi. (Animatori in ascolto, correggetemi se ho detto cazzate).

In più, se proprio volete saperlo, il grosso equivoco che i cartoni giapponesi si sono portati dietro per decenni (sono fatti col computer!!! Al rogo!!) deriva proprio da questo, perché Tezuka Osamu, Iddio lo abbia in gloria, inventore dei manga e del cartone animato seriale, nel primo cartone a puntate della storia (Astroboy, 1963) riutilizzava in puntate diverse alcuni segmenti di scene archiviate nei potenti computer dell’epoca (ma esistevano i computer nel ’63? Boh). Quindi magari si vede Atom che vola e atterra nello stesso modo in più di una puntata e in Occidente (o solo in Italia, questo non lo so) tutti a gridare allo scandalo. Come se nel ’63 fossero esistiti programmi in grado di creare dal nulla roba del genere. Madonna santa. Certo che l’ignoranza è una brutta cosa. Da lì lo spauracchio dei cartoni fatti col computer, quando poi, come sempre, lo zio Walt ne aveva già fatte di cotte e di crude.

Non so perché mi sono accanita su questo filmato, ma di fatto l’ho già visto varie volte e continuo a rivederlo, sono come ipnotizzata. Dovevo darmi una spiegazione.

QUESTA, in ogni caso, rimarrà sempre e comunque la canzone più bella della storia Disney e dei cartoni tutti e un po’ pure della mia infanzia (a pari merito con Crudelia De Mon farebbe paura perfino a un leon)

(Qui, se volete sfatare altri miti e saperne qualcosa di più sull’abbraccio mortale tra Tezuka e Disney, sempre dalla mia fulgida penna tastiera)

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