E insomma qua le vacanze latitano.
E il brutto è che il lavoro non latita. Di grazia, perché i mesi in cui sgobbo di più devono sempre essere luglio e agosto? Che pena devo scontare?
Non mi lagnerò in questo post, perché il fondo della crisi l’ho toccato giovedì e poi mi è toccato risalire la china, a mani nude e sullo sprofondo, tipo Manolo.
Come dice la ex-coinq, in questi casi il primum movens ha da essere la disperazione (la adoro quando parla in latino).
Chi ti dà la forza di svegliarti domenica 8 agosto e metterti a lavorare fino alle sei, se non la disperazione? Benissimo. Vuoi la mia pelle? La venderò a caro prezzo.
Parlo da sola, vedo doppio, non dormo, ringhio, barcollo, ma alla fine qualcuno brinderà con un brindisi brandendo un brandy a brandelli.
(La sanità mentale, va da sé, è bella che partita, almeno lei).
Il mio quartiere fascista è deserto, ma solo la domenica, prima sono uscita e ho fatto andata e ritorno il vialone dello shopping e ho incontrato ovunque le stesse tre persone, tipo Truman Show. La coppietta, il signore solitario, il ragazzetto. Figuranti estivi. Alabaman Show.

A parte queste facezie, non sia mai detto che Alabama si privi delle vacanze. HA!
Lavoro o non lavoro, presto sloggerò per i freschi monti, dove la famigghia aspetta trepidante come al solito, blablabla.
Il mare è come sempre un’incognita. Quando? E dove? E come? Nulla è dato sapere. Aspetto che il mago Merlino mi faccia visita nottetempo con la palla di vetro in mano per sciogliere la prognosi.
Si sta ripetendo la litania dell’anno scorso, cioè agognare l’isola sperduta delle Eolie vestite da clochard e finire da tutt’altra parte a fare le radical chic.
Ma sopratttutto Paolo Fox dice che ad agosto trovo marito, parliamone.

Se non sapete che fare, ecco quei due bei post delle mie vacanze dell’anno scorso, che ora mi sembrano il meglio che la vita mi abbia mai offerto (così non devo ripetere le stesse cose quando torno, portatevi avanti col lavoro, su).
Qui la montagna.
Qui il mare.
La neotrentenne se la cavava decisamente meglio della neotrentunenne, faceva sport estremi, intesseva una sorta di bislacca relazione con l’Italia del nordovest e lavorava di meno, cosa fondamentale.
A sto giro finirà invece che al posto di queste vacanze per buttarla in caciara metterò il filmaggio della Cambogia (vi credete che mi ero scordata, eh?? PAZZI mancano solo i titoli di coda).

Ora vi saluto e vado a cena fuori (strano), non prima però di aver eletto a furor di popolo la canzone zora dell’estate, nonché la Cafonata™.
A casa i Beatles e i Creedence, in macchina volume a palla per LEI (la canzone zora dell’estate)

e soprattutto LUI (la Cafonata™)

La musica dei GGGGIOVANI! Solo nella sweethome!

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