Dopo una settimana solitaria e incazzosa in cui hai solo visto film, puntate di SixFeet, scroccato cene per non stare a casa e lavorato troppo (troppo, veramente), vai due giorni al mare e ti si annulla il cervello, non riesci a elaborare pensieri più complessi di fame-sonno-bagno ma impari a dire morto a galla in spagnolo. Muerto flotando.
La sensazione della faccia che si schiaccia contro l’acqua quando ti butti di testa, avete presente?, è una delle migliori in assoluto nella vita. Quando sei in acqua fino alla vita e temporeggi perché pensi che avrai freddo, poi dal nulla dici ok basta! e fai il tuffo in avanti di testa per andare completamente sotto, ecco, il secondo in cui la faccia tocca l’acqua è il sinonimo di estate.

Poi torni ed è agosto. Pensi che ci saranno altri giorni solitari e incazzosi, che devi lavorare troppo, che vuoi solo vedere film e puntate di SixFeet e scroccare cene per non stare a casa. E che prima o poi partirai, per i soliti posti o per qualche nuovo posto, un po’ non vedi l’ora e un po’ lo temi, perché dopo si avvicinerà settembre e la fine delle facciate in acqua.
Ma a pensare così uno non vive più.
E che diavolo.

Il tumblr che avevo aperto è morto. Basta, è vissuto due giorni come una falena, non me ne frega niente del tumblr, non ha senso. Se trovo il modo di cancellarlo lo elimino del tutto. Di contro, metterò qui una nuova sezione che si chiamerà trueLove, così posso parlare delle cose che mi piacciono e consigliarvele (mmmh, non vedete l’ora, immagino). Magari ne faccio pure una trueHate, con gli Sconsigli e gli insulti (però dovrei chiedere il permesso per usare questo nome ;)).

Al mare ho letto un bell’articolo di Internazionale sul Giappone. Non compro Internazionale ma lo scrocco a un’amica, e generalmente leggo solo gli articoli che riguardano il Giappone. E le vignette. Il resto sarebbe tutto molto interessante, se solo me ne fregasse qualcosa.
E insomma in queste sei pagine c’era un giornalista messicano in viaggio in Giappone, che raccontava tutte le cose che già so, però con un fare abbastanza curioso e arguto. Come tutti i più svegli, e non è che ci vuole molto, si è accorto che il Jap è la terra delle contraddizioni, dove se un treno ritarda di cinque minuti finisce al tg ma dove una cerimonia del tè può durare anche quattro ore.
Ecco io adesso voglio vivere come dentro una cerimonia del tè, in cui i movimenti sono lenti, rituali e codificati, la mente è sgombra e il respiro controllato.
L’articolo mi ha messo la nostalgia e quando sono tornata ieri sera ho abbandonato l’ennesimo libro a metà e ho cominciato Dance dance dance, di Murakami Haruki, che aspettava da mesi nella libreria.

Ma dev’essere il periodo. Mi è tornato in mente quest’altro post, scritto un anno fa preciso.
Ma che faccio, scrivo sempre le stesse cose a cicli? Non è mica tanto bello.
Quindi sono sempre la stessa, non cambio di una virgola, sempre tutto uguale. Bene. Che soddisfazione.

Le dita hanno ricominciato a sanguinare, è ufficiale. Ho appena macchiato la D.
Ecco, appunto.

La canzone del momento è IDIOTEQUE, che in qualche modo, non so perché, mi sgombra la mente.
Idioteque è la più bella canzone elettronica di tutti i tempi e una delle più belle canzoni di tutti i tempi in assoluto.
Lo dico io che di musica elettronica non capisco molto e nemmeno dei Radiohead, che non sono mai stati il mio gruppo preferito.

Who’s in a bunker?
Who’s in a bunker?

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