Non mi mangio le unghie da un mese. Porto lo smalto da un mese (non sempre lo stesso). Non mi mangio le dita, non sanguino, non cado a brandelli, non brucio, non macchio la tastiera. Mi sembra di aver fatto un trapianto di mani, oppure che mi abbiano appoggiato delle cose sulle unghie, che quando me ne accorgo ancora sobbalzo (oddio ho qualcosa sulle unghie!! ah, sono le unghie). Delle persone estranee, quindi non ammorbate dalla mia ostentazione fissa (guarda! Guarda! Guardami le mani! Dai, guarda!), mi hanno fatto i COMPLIMENTI. Fantascienza.
Resto ancora allibita, ma so che il trucco è proprio lo smalto, ora avrò il gravoso compito di toglierlo e metterlo per L’ETERNITA’, perché con lo smalto l’unghia lunga non si vede tanto (è una mia teoria, seguitemi) quindi non mi viene voglia di mangiarla, ed è oggettivamente più bella, con l’unghia più bella mi passa la voglia di rovinarmi il contorno prendendolo a morsi, non puoi avere lo smalto e poi un cimitero intorno, quindi il tutto risulta MANI NORMALI. Se proprio mi devo accanire mi gratto via lo smalto, che male non fa. Non so se tutto questo mi farà fare la fine dei tossici a cui levano pure il metadone, non so se arriverà il momento in cui mi staccherò un dito intero di netto per recuperare il tempo perso, non so se il mio cervello ne sta risentendo. Probabilmente sì, ma ehi, chi bella vo’ paré, pene e gguaje hadda paté (vedi a vivere due anni con un napoletano).

Sono di nuovo in apnea lavorativa, è da giorni che penso di scrivere un post su questo o quello e invece niente, a stento riesco a rispondere alle mail (non è che devo smaltire la corrispondenza di Obama, ma intrattenere magari un filo di rapporti con l’esterno di questa stanza gioverebbe) e poi mi riduco a parlare dello SMALTO.
Domani dovrei partire per il mare due giorni e NON VEDO L’ORA. Gesùcristo.

Ah, sì. Ho una nuova coinquilina. Nuova è parola grossa, in quanto ci siamo conosciute nel, uhm vediamo, 1988? Alle elementari. Poi le medie. Poi liceo no ma patente insieme. Poi persa, dunque non la vedevo da una decina d’anni. Mi ritrova per caso grazie al blog (!!), mi lascia un commento ogni tanto, si fa viva di recente dopo anni, entusiasmo, ci becchiamo, mi fa sto a Firenze ma torno a Roma, solo che non ho casa, io sgrano gli occhi, io sto a Roma e ho una stanza, cosa??? FATTO. Facile, no?
Adesso urge dunque FESTA DELLE MEDIE, visto che con un’altra amica (praticamente sorella) non ho mai perso i contatti dal 1988 e un’altra emigrata è a Roma in vacanza.
La festa delle medie!! Con la cocacola e i bicchieri di plastica col nome!! I salatini!! E le canzoni dei Queen!! E Venditti!! 😀
E tutto questo, signore e signori, SENZA FEISBUK!!!
Potrei adesso fare un’altra delle mie tirate kilometriche su quanto feisbuk fa schifo, quanto non serve a niente, quanto poi le persone che hanno contato qualcosa nella vita tornano comunque, quanto sia il valore di un’amicizia reale contro il nonvalore di un’amicizia virtuale, ma NON LO FARO’.

Perché devo mettermi a lavorare, per la malora, e nel frattempo mentre scrivevo mi sono tirata via una pellicina sull’anulare destro e adesso SANGUINO. Che io sia maledetta.


Cinzia cantava le sue canzoni
E si scriveva i testi sul diario per sentirli veri
E proprio nell’ora di religione
Quando tutto il mondo sembra buono anche il professore

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