Alle volte penso di essere un libro aperto per tutti, la donna zero mistero, dunque per questo attraente come Sandra Mondaini, penso che quello che vedono sia tutto quello che c’è, inteso non in senso negativo ma in senso di limpidezza trasparente, perché so che nel profondo vorrei essere un’anima candida come i bambini di due anni o come i gattini nati da un mese. Una volta stavo lavorando sul prato a Villa Ada e un cagnolino mi si è acciambellato accanto, poi è arrivata una bambina che neanche parlava e ha cominciato a gesticolarmi cose. La mamma arriva e mi fa “si vede che attiri le anime candide” e io ho pensato oddio che bello, magari, io vorrei essere un’anima candida sempre, pensare solo cose positive, amare tutti, avere la coscienza di quella bambina e andare in giro a gesticolare amore al prossimo. Non avere doppi fondi, pregiudizi, sforzarmi al massimo per essere solo una bella persona e nient’altro, perché detesto le brutte persone, le persone cattive non mi piacciono, non mi fanno ridere, le trovo squallide e tento di averci a che fare il meno possibile (infatti non ne conosco).

Altre volte invece penso che la gente crede di conoscermi, perché legge il blog o perché abbiamo scambiato due chiacchiere e io paio priva di secondi fini e pensieri remoti (forse priva di pensieri in generale), credono di sapere tutto, credono che io sia solo quello che si vede o quello che scrivo qui, credono che sia il personaggio Alabama e non la persona Federica, cioè, non lo fanno apposta, in effetti è quello che mi sono cercata e adesso non saprei da che parte cominciare per uscirne (l’unica, radicale, sarebbe chiudere il blog e uscire definitivamente dal cliché che mi sono cucita addosso, non tanto agli occhi dei quattro gatti che leggono quanto ai MIEI occhi). Chi legge il blog, ma anche chi mi conosce dal vivo in maniera superficiale, magari pensa che abito nel paese dei balocchi e che tutto quello che c’è da sapere è che parlo giapponese, leggo fumetti e vado al cinema. E io a volte penso di avere un serbatoio di lati sepolti che non escono mai, che a stento io riuscirei a classificare, penso che quello che si vede o si sente è l’infinitesima parte di una personalità che probabilmente non verrà mai fuori, penso che ci sono strati e strati e strati di mistero affossato chissà dove, che non so riconoscere, che non so spiegare, che non mi va di dire, che in ogni caso non interessa. E non per piangermi addosso. Ma per autofustigarmi e dirmi cazzo sei tu che lasci tutto a sedimentare, come fai a conquistare il mondo se dormi sui sedimenti? Penso ma che ne sapete voi, io vi sto dieci metri sopra e non ve ne accorgete semplicemente perché non vi faccio vedere quello che c’è sotto, perché non mi va di fare la fatica di starvi a spiegare, perché non vi meritate nemmeno due minuti del mio tempo e se non vi interessa tanto meglio così.

Anima candida vs. Grotta di Platone

Non so scegliere quale delle due cose preferirei essere. Non so quale delle due mi fa sentire meglio. Non so quale mi rispecchia di più.

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