17 maggio. Percepito 17 novembre.
Piove da mille milioni di anni e non smetterà per altri mille milioni. Non potete pretendere che io sia di buonumore.
Oggi ho finito di tradurre uno dei manga più brutti della storia, di cui non dirò il titolo per ovvi motivi. L’importante è che sia finito, e in soli tre volumi. Prossimamente nelle peggiori fumetterie di Caracas.
Poi pur di non continuare a lavorare ho pulito la cucina, che era il mio turno, e vi dirò, in veste massaia casalingua mi sa che rendo meglio che in veste desperate translator. So’ soddisfazioni. Per un traduttore quale potrebbe essere l’equivalente del FABULOSO alla VANIGLIA che uso per i pavimenti? Per profumo e densità ti viene voglia di versarlo sul gelato, giuro. Apri la bottiglia e vuoi fare una sorsata. Ogni volta mi devo trattenere, signoramia.

Oggi il brutto manga e ieri ho finito la cosa che da marzo mi ha tenuto inchiodata al Mac a dare di matto.
Due mesi a tradurre CARTONI GIAPPONESI PORNO, ecco la verità, quella che non volevo rivelare e portarmi nella tomba. Adesso, ragazzi miei, posso scrivere un trattato sulle peggiori perversioni nipponiche (ma temo siano universali), posso fare un seminario, avere una cattedra di pornologia, aprire un sexyshop. Siate fieri di me, insomma.
Dopo l’iniziale divertimento («Ahah! Che tettone! Ahah!») è sopraggiunta una fase tra l’incuriosito e lo sgomento, dopodiché lo schifo ha prevalso. A lungo. Quando dico peggiori perversioni intendo peggiori. C’è il serio rischio che io sia diventata, a scelta, una ninfomane invasata priva della benché minima moralità o una frigida senza speranza che sta per andarsi a comprare il cilicio. Confidiamo nella prima.
Per chi se lo stesse chiedendo (e lo so che ve lo state chiedendo, PORCI) tali eccezionali prodotti made in Japan andranno in onda sottotitolati su canali satellitari ma non ho idea di quali. File not found, possono perdersi nell’etere e io di certo non ne sentirò la mancanza.

Chiuso con i video (almeno temporaneamente) nuovi sfavillanti manga cartacei mi attendono. Chissà se prima o poi sarò realmente fiera di qualcosa che ho tradotto?
Va be’, comunque spero che arrivino il più tardi possibile, dato che nel frattempo devo tradurre un romanzo dall’inglese e scrivere un libro.
Sì, dunque. Il romanzo mi diverte molto, perché è la prima volta e finalmente qualcosa che non siano ideogrammi. È un libro per ragazzi o, come va tanto di moda dire nel settore, young adults (santa madonna), e pare divertente. Se solo lavorassi invece di scrivere post tutto filerebbe molto più liscio.
Il libro da scrivere attenzione, che ve credete, non è un romanzo, non è il blog sottoforma cartacea (MAI), non sono le mie memorie, è soltanto (?!) una monografia su un autore di manga che mi hanno commissionato. Scordatevi di sapere altro, dirò tutto a giochi fatti (forse). Pure lì, andare oltre l’introduzione e la biografia agevolerebbe di molto la consegna ormai quasi imminente (brava Fè, fai i porno invece che l’alta letteratura. Il perché è ovvio, perché il pene dà il pane, come diceva il compianto John Holmes OKOKOK la smetto!).

Questo è quanto. Non si prevedono weekend liberi da qui a Ferragosto, ma tanto non smetterà mai di piovere e quindi…


It’s just another manic Monday
I wish it was Sunday
‘Cause that’s my funday
My I-don’t-have-to-run day
It’s just another manic Monday

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