Non vado al cinema da… aspetta che controllo.
Dal 21 aprile. Cristo. Tre settimane, sto per avere un collasso.
Stasera rientro a casa e quei due non ci sono, se sono andati al cinema li SBRANO.
Non che mi sia persa molto eh? Anche adesso non c’è granché da vedere, posto che delle commedie (eh?) italiane in circolazione non mi interessa NIENTE, di Iron Man poraccio non me ne frega un tubo e ci andrei solo per sbavare davanti a Robert (perché io lo amo) ma non ce la posso fare, scusa Robert, ne riparliamo a cena.
C’è il film della Guzzanti e tocca vederlo, dai mi va di vederlo.
C’è qualcosa di strafico uscito in mezza sala e non so se riuscirò mai a raggiungere quella mezza sala.
Vi ricordate i tempi delle PRECENSIONI? Aaahhh che bei tempi.
Tutti a fare i pompini al giovane cinefilo che si è inventato i friday prejudice ma io dico ABBELLO! Me li ero inventati io cento anni fa sul mio blog scrauso che parla di cazzate! O quantomeno avevo avuto la stessa idea! E precensioni è un cazzo di nome fantastico geniale che non ti è venuto in mente! Ecco!
Vabbè che durarono poco. Alabama Costanza De Alabamis. Forse non dovrei accanirmi. Lo lascerò sopravvivere.

Questo livore è abbastanza ingiustificato ma non andare al cinema impedisce allo stress accumulato nelle cavità ossee e tra le pieghe dei nervi di defluire lentamente e senza traumi all’esterno del mio corpo e abbandonare per sempre questo mondo terreno. È così. E io invece di andare a dormire e leggere qualcosa della roba accumulata al Comicon sto qui a smanettare furiosamente.
In compenso continuo a comprare dvd, immagino per placare le urla provenienti dalle cavità ossee e dalle pieghe dei nervi, oggi altri due a un prezzo irrisorio.
Potrei fare così, invece di parlare dei film che vedo, perché si è capito che ormai ne vedo la metà di un tempo, potrei parlare dei film che COMPRO, che li abbia visti o no non importa.
Se li ho visti tiro giù due cazzate che mi ricordo, cose basiche tipo lacrime/risate/vomito, se non li ho visti è come fare una precensione, vale lo stesso.

In Giappone vedevo davvero un sacco di film, ero bravissima ad andare al cinema, spessissimo da sola ed era fantastico.
Infatti lo stress era inesistente, forse sono l’unica persona al mondo che in Giappone si rilassa invece che stressarsi. Anche quando lavoravo. Madonna.
Vedevo un sacco di film di supernicchia, mai usciti né prima né dopo nelle sale italiane, documentari, roba coreana (e lì capivo un decimo della trama), cose strane.
Siccome al 90% era roba superfica, ora se trovo dvd di film che ho visto nel mio anno giapponese li compro senza neanche pensarci, perché tanto sicuro mi era piaciuto il film e ho voglia di rivederlo per rimembrare i tempi andati e magari capirlo tutto (doppiato) e no saltare pezzi con punto interrogativo sulla testa.

Uno era quello che ho preso oggi, Lo scafandro e la farfalla di Julian Schnabel, che non avevo idea fosse stato doppiato e distribuito pure in Italia.
Di questo film mi ricordo che lo andai a vedere con la mia amica americana che capiva il francese (il film era in francese ovviamente sottotitolato in jap) e però non sapeva dell’esistenza della parola SCAFANDRO, cioè mi chiese il significato del titolo e io le dissi la traduzione in inglese, cioè DIVING BELL (trovata sul dizionario) e lei proprio non capiva cosa fosse. Io lì a fare il mimo, i gesti, le scenette e lei niente, diceva boh, non sapevo che esistesse una parola per una cosa del genere.
Cristo. Ma gli americani che problemi hanno con il lessico? E faceva pure l’insegnante di inglese! In effetti la CAMPANA PER TUFFARSI fa schifo come definizione.
Comunque la adoravo e mi manca tanto. Ora vive a Parigi. Prima o poi la andrò a trovare.
Ok, sto divagando.
Il film. Sì.

Il film è straziante. È la storia vera di un tipo ricco dirigente di non ricordo cosa, molto cool e sulla cresta dell’onda, che viene colpito da una forma di paralisi tremenda per cui riesce a muovere, mi pare, solo gli occhi. Impara a comunicare muovendo solo gli occhi. Scrive un libro con gli occhi (nel senso che lo detta alla sua logopedista che poi lo fa pubblicare). Vi giuro è straziante, giuro. Bellissimo. Ha vinto non so quanti premi e gli attori sono incredibili. Finisci di vederlo e se hai ancora qualche neurone che non sia impegnato a produrre lacrime pensi oh mio dio potrebbe capitare anche a me, oh mio dio come sono fortunato a potermi muovere.
Quindi probabilmente sei una persona migliore, almeno per una decina di minuti.
Questo è quanto mi ricordo.

Come ho fatto a scrivere così tanto? Devo andare a letto.
Diciamo che questo post inaugura la rubrica DVD (cinema è impegnativo, non me la sento) e vediamo quanto dura.

Cheers!

P.S.
Probabilmente devo lo spunto di scrivere questo post agli innumerevoli commenti con cui infesto questo blog 🙂

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