Mi dispiace dirlo, ma tornare qui dentro casa, dentro camera mia, dentro lo schermo del Mac, sa di marcio come quando si tornava dal camposcuola.
Mi fanno male i polpacci come se avessi sceso centomila gradini, e non è detto che non l’abbia fatto.

Il punto è questo. È da ieri che penso a questo post (in realtà tutti i miei pensieri napoletani erano in forma di post, come sempre) ma adesso non c’ho un cazzo di voglia di mettermi a fare il report come Iddio comanda, e sì che ne avrei di cose da dire. Ma anche no, e dopotutto al popolo che gliene frega? La mia opinione sul Comicon non vale più di quella di Pippo Baudo.
Ok, qualcosa dirò, mi sta venendo voglia adesso.
Telegrafica, poi magari mi dilungo se c’è qualcosa per cui valga la pena che io mi dilunghi, come ad esempio i CICCIOLI.

– Doppia sede Castello-Fiera di Napoli: ottima per gli accademici studiosi lettori ammanicati groupie con pass professionale (tipo me) che oltre a non pagare l’ingresso non vogliono i cosplayer puzzoni tra i piedi (e possono così disquisire per ore in santa pace di semiotica comparata e balloon placing sorseggiando brandy), ma pessima a mio avviso per gli editori dotati di stand che hanno potuto contare le balle di polvere rotolanti sul terreno, oltre a doversi intrattenere a parlare per forza con accademici studiosi lettori ammanicati groupie con pass professionale che oltre a non pagare l’ingresso e non volere cosplayer tra le palle manco comprano tutti sti gran fumetti (tipo me). Di contro, alla Fiera di Napoli dall’altra parte della città (Fuorigrotta) il bambocciame brulicava copioso e quintali di gadget/pupazzi/costumi/videogiochi/barattoli di noodles sono andati venduti con sommo gaudio degli standisti (tra cui, ricordiamolo, il mio amico Inutile, che ho intravisto per due chiacchiere veloci mentre contava banconote da mille euro coniate per l’occasione). A me è andata di stralusso, facendo parte della prima schiera, ma qui lo dico e qui lo pronostico, l’anno prossimo il castello zompa e tutto l’ambaradan si trasferisce a Fuorigrotta. E il golfo? Il Vesuvie? Il panorama? Misero è il popolo che non ha bisogno di panorami.

– I premi Micheluzzi assegnati (primo anno che seguo la cerimonia, avevo tempo da perdere a fiumi) mi hanno fatto schifo quasi tutti, testimonianza che si preferisce ancora premiare cariatidi o superstar come Gipi, Pinky e Tex (TEX!!! Madonna santa, TEX!!!) piuttosto che menti brillanti e matite folgoranti come ad esempio Paolo Bacilieri, Tuono Pettinato e Alberto Pagliaro. Ok, non sapete di che sto parlando e vi stimo per questo, ma io mi incazzo quando vedo il ristagnare dei monoliti del passato che non si riescono a buttare giù manco a cannonate. Gipi pure, basta, è un monolite fra le palle. D’altra parte in giuria c’era gente che di fumetto non sa un cazzo, i Manetti Bros fanno i registi mi pare, Dazieri lo scrittore, Vasco Brondi fa la luce della centrale elettrica, l’anno prossimo mettiamoci Pippo Baudo, oppure ci vado io, tanto il livello è lo stesso, si è detto.

– Sono uscite un paio di rivistine nuove. Una è Il Canemucco, l’altra è Pic Nic. La prima sfogliata ieri sera a letto, la seconda letta quattro volte fra castello e treno. Su queste per forza mi sa che ci devo tornare su, perché proprio devo fare lo studio comparato semiotico sociologico analitico mentre sorseggio brandy. Ah, la seconda è GRATIS.

– Ho parlato un quantitativo di tempo superiore alla soglia del tollerabile, praticamente ho parlato per tre giorni di fila, in fiera, a casa della mia amica, in treno, a pranzo, a cena, di notte, al cesso, SEMPRE. Ieri al ritorno in treno meditavo di starmene zitta una settimana per riprendermi. Unico momento di pausa, il tragitto a piedi da casa alla metro (dove poi per caso beccavo gente con cui parlare) che durava però solo il tempo di un paio di canzoni dei Death in Vegas, ideali per darsi la carica e affrontare gli eruditi dibattiti di cui sopra (scherzo, in realtà a me parlare piace e cerco di dire più cazzate possibile per eludere il temuto accademico). Ho fatto PR lavorativo come al solito e ho rimediato, pare. Altro lavoro, prima o poi dovrò parlarvene di tutto questo lavoro, sennò pare che me lo sono inventato. Come al solito ho anche visto e ri-visto tante persone che magari conosco appena ma fa sempre piacere, perché siamo tutti bravi guaglioni, alla fine.

– Il mio nome piccolo piccolo è comparso su una stampa piccola piccola di un lavoro bello bello fatto da LRNZ per la mostra di Futuro Anteriore. Soddisfazione grande grande, meritata poco poco.

– Ho scoperto che si può vivere di soli carboidrati, purtroppo sconsigliati in tutte le diete dal Pleistocene a oggi. Inoltre ho scoperto il panino ricotta ciccioli sale e pepe, credo proibito in più di uno stato.

– Ero in una casa vista Vesuvie e ho spesso mangiato e oziato sul belvedere Vesuvie ma basta con le foto del panorama. Quest’anno solo foto minkione, dopo le metto.

– Ho conosciuto la movida truzza napoletana, con tanto di cubiste e uomini sudaticci seminudi e folla in delirio di ragazzine arrapate (che spettacolo) e per compensare mi è toccato andare al MADRE, il museo di arte contemporanea che stava esattamente dietro il mio alloggio. E che non ci vai? Pure gratis, grazie al pass professional da accademico, brandy ecc. Bello il MADRE.

– Il viaggio di ritorno mi ha visto carica come un mulo, sfatta e buttata tipo gatto morto sul sedile di un rumorosissimo ma puntualissimo regionale a 10,50 €. Nemmeno l’iPod sparato a 6000 era in grado di coprire il rumore assordante, che però non mi ha impedito di cogliere frammenti di discorsi stupefacenti fatti da due ragazzine dietro di me, non meglio identificate. Il discorso generale verteva su cose tipo: «hai visto che Francia sta con Inghilterra? Ma tu come li vedi? No secondo me è un bluff. Francia sta con Cina. Seee ma Giappone allora? E Lettonia con Russia? No, più Estonia con Russia. Comunque quando Francia ha fatto quella cosa io ci sono rimasta» cioè, TUTTO COSI’!!! MA CHE È??? Qualcuno me lo dica vi prego!! Un videogioco? Un reality?? Un gioco di ruolo? Dai, sarà un gioco di ruolo! Io non capivo NIENTE, mi sono sentita di botto trasportata nel 3025 tipo Futurama. AIUTO!
Però aspettate, perché ho anche trascritto quest’altro dialogo, secondo me da mettere nei libri di scuola:
– Io all’anima non ci credo, è tutta una concezione mentale. L’amore viene dal cervello, non dal cuore.
– Come l’amore non viene dal cuore?!
– No, il cuore serve per pompare il sangue nelle vene, le emozioni e i sentimenti vengono dal cervello.
– Però ci sono le cose fatte con il cuore! Cioè, quando fai una cosa che non ci pensi!
– Se non ci pensi non è una cosa fatta con il cuore, è una cosa fatta a cazzo.
CHAPEAU.

– Ora metto le foto e vi saluto. Ho scritto un botto, per la miseria.

La Verità.

L'ascensore nel palazzo della mia amica. GIURO, per farlo funzionare devi mettere 5 centesimi. Tranne sabato e domenica.

Mille culure

La Verità #2

Finalmente l'ho vista, al MADRE. Di Manzoni, quello vero. Piero.

La Verità #3

La Verità #4

Lussuria, Ira, Superbia.

Dettaglio Avarizia.

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