Ok, è inutile arrovellarsi per cagare fuori il miglior post possibile.
No.
Al momento il miglior post possibile è questo, quindi fa schifo, perché non ho granché voglia di scrivere.
Ma volevo dire che venerdì all’alba o quello che è prenderò il treno per Napoli, avrò una sacca piena di abbigliamento confuso, soldi confusi e idee confuse e come al solito non avrò un piano.
Non ho mai un piano.
Il mio coinquilino è di Napoli e mi ha già terrorizzato perché quando gli ho detto dove abita la persona presso cui dormirò (una collega desperate translator) mi ha detto serio, masticando bufala: «non tornare tardi la sera, oppure fatti accompagnare».
Ecco.
Masticando bufala ho risposto: «ah, beh, certo, non preoccuparti, ahah, tranquillo, bene, allora ok, no, ma che tardi, ahah».
Ora sto già pensando a tutti i soldi che mi porterò dietro, al cellulare stravecchio, alla macch. fot. e tutte queste cose passibili di scippo.
Mi farò accompagnare. Boh. Tardi tornerò tardi perché voglio mangiare QUINTALI DI PIZZA. E di tutto il resto. Quindi? Boh. Vabè, ci penserò venerdì sera.

Lo dico oggi perché domani non avrò tempo. Non ho mai tempo.
Domani devo lavorare, rispettare la Tabella Marcia™ nazista pesantemente tornata in auge, uscire e fare dei giri, lavarmi, che non sarebbe male, infine festeggiare un compleanno.
Tempo per il blog? Zero. Quindi vi beccate il post scrauso oggi.

La TM™ è tornata, come dicevo, regime di ferro almeno fino a metà maggio, che include però un we a Napoli e uno a Torino.
Finalmente anche nella mia vita è arrivato il momento di pensare cazzo vorrei giornate di 48 ore, io non l’avevo mai pensato perché 24 mi sono sempre andate più che bene, anche troppe a volte, invece adesso lo penso disperatamente e forse vuol dire che sono uscita dall’adolescenza. O solo che sto lavorando troppo.
Va benissimo.
Mi scrivono persone per offrirmi lavoro, mi telefonano, mi fanno gli agguati, ma che hanno tutti? Io ringrazio, mi genufletto, poi penso disperatamente che ho bisogno di un maggiordomo. Un segretario, che ne so, un Ambrogio. Uno che organizza tutto e mi frusta se mi alzo dalla scrivania e mi dice questo accettalo, questo ridigli in faccia. Niente, non ce l’ho.
Inoltre penso anche che a questo ritmo presto dovrei potermi permettere di comprarlo, un maggiordomo, non assumerlo, proprio comprarlo, con tutti i milioni che dovrei fatturare. Non è così. L’equazione lavoro=soldi è ormai trita e obsoleta, un bieco retaggio del precedente governo.
Devo ancora capire se e quando finirò sotto un ponte, per il momento mi limito a NON interessarmi dell’estratto conto.
In ogni caso segnatevi questo post e ricordatemelo quando ciondolerò per casa col dito nel naso, passerò le giornate a leggere al parco e saprò a memoria il palinsesto di Boing.

Ora vado, forse riesco a leggere qualche pagina di libro prima di collassare.
Avrete il report la settimana prossima, nel frattempo rileggetevi il post sul Comicon dell’anno scorso (sempre che ve ne freghi qualcosa) io l’ho appena riletto e mi sono depressa, e se mi stufo dopo due ore? Che ci sto a fare tre giorni? Potrei tornare prima e lavorAAAAHHH BELLO IL COMICON NON VEDO L’ORAAAA!!!

Carica a pallettoni.

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