Che stortura questa giornata.
Non riesci più a tornare a casa alle 4 e sperare di svegliarti ben riposata a mezzogiorno, no la sveglia biologica è fissa alle 8, come i vecchi.
Poltrisci un altro po’, poi ti alzi per la disperazione, vai a correre perché c’è il sole e speri di migliorare l’umore, corri trenta minuti pensando che è sempre tutto sbagliato, ricordi di aver letto che domani ti entra Venere nel segno ma ti sembra che sia già entrato da tutt’altra parte. Oroscopi.
Torni a casa col fiatone illudendoti di LAVORARE. ahah. Casa vuota, doccia, smania, telefono, pranzo fuori. Solesolesole.
Torni e DORMI. Sempre più storta. Sulla sdraio in balcone, sul divano, telefono, nausea, sembra di non riposare da cento anni. Ma com’è?
Citofono. Dormivo ma sali. Chiacchiere. Sigaretta. Nausea.
Sono le nove e ora mi metto a fare qualcosa, con la pagina di Repubblica su Roma-Samp in refresh continuo, ché da qui al 16 maggio c’è solo la magggica.
Ci sono un sacco di cose.
Ma non sai mai cos’è meglio.

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