Mentre mangio davanti al monitor un ignobile agglomerato di cannolicchi, formaggi vari e pepe (l’alta cucina di casa Alabama) approfitto per postare.
Devo fare tutto nell'”unità benessere”, cioè lo spazietto di tempo giornaliero tolto al lavoro (secondo le indicazioni della Coinq, la mia personal trainer).
L’unità benessere è sempre più corta e tendo a ficcarci sempre più cose. Oggi sono riuscita sia a farmi una doccia che a pranzare, in genere devo scegliere una delle due cose. Postare anche lo stesso giorno è da pazzi, ma lo faccio mentre mangio quindi mi sento meno in colpa.

Più dico queste cose più penso che sabato l’ho passato sbracata a Villa Ada (il parco dietro casa mia), col pleddino e il libro, buttata a 4dispade. Sotto l’amato polline primaverile (amato da me, che non sono allergica) ho realizzato che, per come la vedo io, ogni minuto tolto allo svacco nel parco è un minuto sprecato, non degno di essere vissuto. Quindi quello no, non mi fa sentire in colpa. Non c’è altro posto al mondo dove vorrei stare. L’ho già detto lo so, ma le paperelle del laghetto mi rendono ancora più sentimentale.
Pensavo «oggi è 10 aprile… quindi maggio, giugno, luglio, agosto, settembre… 5 mesi di questo! Aaaahhh la meravigliaaaa!»

E poi corri al lavoro di nuovo. Non mi posso lamentare. Lamentarsi per il troppo lavoro è da stronzi, quindi mi limito a fare delle constatazioni.
È ufficiale che quest’anno niente Far East Film Festival a Udine. Non ho tempo. Rosico parecchio ma non si può.
Però sicuro come il grasso che cola me ne vado al Comicon a Napoli tutti e tre i giorni. Provate a fermarmi, dai!
Poi il weekend dopo pure a Torino. E magari ci resto una settimana, così vado al Salone del Libro. Dai, fermatemi!

L’anno scorso l’ho passato più in giro che a Roma, dato che lavoravo a intervalli di mesi, adesso che non so a chi dare i resti devo fare delle scelte. È una cosa che odio.
A giugno probabilmente dovrò cercare una nuova coinquilina, ma su questo preferirei glissare finché non sarò con l’acqua alla gola. Skip.
Nel mentre mi sono rifatta i capelli mogano e adesso sembro davvero una signora per bene dell’aristocrazia romana (AHAH!).
Sono tornate le fragole e mi nutro quasi esclusivamente di esse, a colazione pranzo e cena. Fisso.

Se è nuvoloso mi prende male ma almeno non ho la tentazione straziante di uscire al sole.
Stamattina nel dormiveglia, Iddio solo sa come mi è uscito, ho pensato un haiku.
Questo:

Appena sveglia
In mancanza di sole
Grigio l’umore

Ma non mi lamento, dai.
Stasera vado pure all’Auditorium all’anteprima del film di Wes Anderson coi pupazzi.
Vietato lamentarsi.
Metto questa canzone e ricomincio.


Saw things so much clearer
Once you were in my
Rearview mirror

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