Alabhouse

I coniugi se ne sono andati, portandosi via pezzi di casa, dvd, quadri appesi, e lasciandomi a contemplare il vuoto e sentire l’eco nella loro ormai ex stanza, che rimbomba come una vallata alpina.
Poco dopo sono andata al mare un paio di giorni, l’avevo detto mi pare, poi è arrivata Annalicchia e si è piantata qui dieci giorni, col suo zaino australiano rigonfio che ormai credo utilizzi anche per recarsi al bar sotto casa. È stata ospite qui e l’ho biecamente sfruttata come ragazza alla pari, fare spesa, cucinare, lavare piatti, tutte queste belle cose mentre io lavoravo gobba sui manga. Che bella l’amicizia. Parentesi di folklore, ho fatto da assistente durante la preparazione delle PESCHE RIPIENE (TA-DAAAH) ricetta piemontese orrendamente calorica e dunque orrendamente ottima. Ho fatto delle foto per documentare l’evento, presto nella nuova rubrica Le ricette di suor Annalisca e suor Federiskia (immigrate ucraine). Vi do un’anticipazione, il pomeriggio designato alla smazzata culinaria è saltata la corrente, tipo per quattro ore, e ci siamo viste costrette a SMINUZZARE A MANO mandorle, amaretti e biscotti. A MANO. Grande utilizzo di grattugia, mortaio e pestello (di fortuna) e forza bruta delle mani. In condizioni normali in mezz’ora è tutto pronto e messo in forno, noi no, noi tutte le quattro ore del blackout. Fico. Anna mi ha pure dovuto comprare una teglia (ricordate la ragazza alla pari?) dato che praticamente TUTTO l’armamentario cucinesco era dei coniugi e ha preso il volo con loro. Non ho più manco la caffettiera, che non mi interessa perché non bevo il caffè ma la cui assenza fa di me la peggiore delle padrone di casa (ciao vieni facciamo due chiacchiere! Che ti offro? Prendi un caffè? Ah… ehm…).
Ora la fida comare è nei dintorni di Roma a cercare canguri (immagino) ma oggi tornerà qui, per poi andarsene definitivamente lunedì.
Da una parte meglio, dato che non abbiamo fatto altro che MANGIARE (le pesche ripiene sono la punta dell’iceberg, un iceberg di grassi saturi) e la BILANCIA è un’altra delle cose che durante la divisione dei beni è toccata alla coppietta. Niente più bilancia = perdita totale del controllo. Mioddio.

Ma l’Alabhouse avrà presto una nuova coinquilina. TA-DAAAH! Già da mercoledì. Poi vi dirò.
Quindi, in soldoni, i giorni in cui sono stata da sola si contano sulle dita di mezza mano, e li ho passati a vedere film. D’estate vedo più film, non so, la notte si sta bene, ci si crede di essere in vacanza (?) e al buio sul tubo catodico che ronza sul bianco (perché il bianco, mi hanno spiegato, è saturato diversamente su tv vecchia di vent’anni e lettore dvd nuovo… ehm… no…  com’era? vabbè) dicevo, al buio ci si rilassa. Alla fine appena sto da sola mi frego le mani e mi dico DA PAURA stasera film! Invece di invitare che ne so, i Centocelle Nightmare. Sto messa bene.
Al mare pure mi è stato chiesto PORTA I DVDDDD!!! (io sono quella che porta i dvd) e via con un film a sera.
Con Anna l’altra notte tre di fila. Se qualcuno mi da il LA posso continuare all’infinito, come ai festival che sto in sala 10 ore consecutive.
Da segnalare:
- Nel Talento di Mr. Ripley, visto al mare (non dvd ma tv) c’è una comparsata di BIASCICA!!! Giuro!! AHAHAHA!!! Oltre ai soliti Fiorelli ecc. Inoltre credo sia l’unico film in cui Jude Law è oggettivamente e innegabilmente bello bello in modo assurdo. Cioè, a me non piace Jude Law ma lì ti tremano proprio le gambe quando lo inquadrano.
- Casey Affleck ha una vagonata di carisma in più rispetto al fratello scemo Ben. Con quell’aria da cane afflitto e deriso alle elementari. Ho anche constatato che è la COPIA ESATTA del fidanzato di una mia amica. Giuro, fa impressione.
- Lo Scafandro e la Farfalla è stato definito da Anna il film più triste della storia, nel caso vi fosse venuta voglia di vederlo… (ne parlavo qui). Comunque in effetti lui muove solo l’occhio sinistro, quindi è la versione voyeur de Il mio piede sinistro (ok, sono un mostro).
- Persepolis visto per la terza volta perde un po’ in simpatia e acquista in irritazione. L’autrice snob dei miei stivali potrebbe tirarsela meno, grazie.

Infine quello che nessuno si aspetta. Siete pronti??
Poco fa è passato mio padre a portarmi delle cose. Tra le cose, sorpresa delle sorprese, c’era QUESTA:

Non chiedetemi come ne è entrato in possesso.
So solo che ora giro per casa strombettando e sono, di fatto, la persona più felice della terra.
Tutti in pellegrinaggio per la magnifica VUVUZELA!!! :D

Lo scafandro e la farfalla

Non vado al cinema da… aspetta che controllo.
Dal 21 aprile. Cristo. Tre settimane, sto per avere un collasso.
Stasera rientro a casa e quei due non ci sono, se sono andati al cinema li SBRANO.
Non che mi sia persa molto eh? Anche adesso non c’è granché da vedere, posto che delle commedie (eh?) italiane in circolazione non mi interessa NIENTE, di Iron Man poraccio non me ne frega un tubo e ci andrei solo per sbavare davanti a Robert (perché io lo amo) ma non ce la posso fare, scusa Robert, ne riparliamo a cena.
C’è il film della Guzzanti e tocca vederlo, dai mi va di vederlo.
C’è qualcosa di strafico uscito in mezza sala e non so se riuscirò mai a raggiungere quella mezza sala.
Vi ricordate i tempi delle PRECENSIONI? Aaahhh che bei tempi.
Tutti a fare i pompini al giovane cinefilo che si è inventato i friday prejudice ma io dico ABBELLO! Me li ero inventati io cento anni fa sul mio blog scrauso che parla di cazzate! O quantomeno avevo avuto la stessa idea! E precensioni è un cazzo di nome fantastico geniale che non ti è venuto in mente! Ecco!
Vabbè che durarono poco. Alabama Costanza De Alabamis. Forse non dovrei accanirmi. Lo lascerò sopravvivere.

Questo livore è abbastanza ingiustificato ma non andare al cinema impedisce allo stress accumulato nelle cavità ossee e tra le pieghe dei nervi di defluire lentamente e senza traumi all’esterno del mio corpo e abbandonare per sempre questo mondo terreno. È così. E io invece di andare a dormire e leggere qualcosa della roba accumulata al Comicon sto qui a smanettare furiosamente.
In compenso continuo a comprare dvd, immagino per placare le urla provenienti dalle cavità ossee e dalle pieghe dei nervi, oggi altri due a un prezzo irrisorio.
Potrei fare così, invece di parlare dei film che vedo, perché si è capito che ormai ne vedo la metà di un tempo, potrei parlare dei film che COMPRO, che li abbia visti o no non importa.
Se li ho visti tiro giù due cazzate che mi ricordo, cose basiche tipo lacrime/risate/vomito, se non li ho visti è come fare una precensione, vale lo stesso.

In Giappone vedevo davvero un sacco di film, ero bravissima ad andare al cinema, spessissimo da sola ed era fantastico.
Infatti lo stress era inesistente, forse sono l’unica persona al mondo che in Giappone si rilassa invece che stressarsi. Anche quando lavoravo. Madonna.
Vedevo un sacco di film di supernicchia, mai usciti né prima né dopo nelle sale italiane, documentari, roba coreana (e lì capivo un decimo della trama), cose strane.
Siccome al 90% era roba superfica, ora se trovo dvd di film che ho visto nel mio anno giapponese li compro senza neanche pensarci, perché tanto sicuro mi era piaciuto il film e ho voglia di rivederlo per rimembrare i tempi andati e magari capirlo tutto (doppiato) e no saltare pezzi con punto interrogativo sulla testa.

Uno era quello che ho preso oggi, Lo scafandro e la farfalla di Julian Schnabel, che non avevo idea fosse stato doppiato e distribuito pure in Italia.
Di questo film mi ricordo che lo andai a vedere con la mia amica americana che capiva il francese (il film era in francese ovviamente sottotitolato in jap) e però non sapeva dell’esistenza della parola SCAFANDRO, cioè mi chiese il significato del titolo e io le dissi la traduzione in inglese, cioè DIVING BELL (trovata sul dizionario) e lei proprio non capiva cosa fosse. Io lì a fare il mimo, i gesti, le scenette e lei niente, diceva boh, non sapevo che esistesse una parola per una cosa del genere.
Cristo. Ma gli americani che problemi hanno con il lessico? E faceva pure l’insegnante di inglese! In effetti la CAMPANA PER TUFFARSI fa schifo come definizione.
Comunque la adoravo e mi manca tanto. Ora vive a Parigi. Prima o poi la andrò a trovare.
Ok, sto divagando.
Il film. Sì.

Il film è straziante. È la storia vera di un tipo ricco dirigente di non ricordo cosa, molto cool e sulla cresta dell’onda, che viene colpito da una forma di paralisi tremenda per cui riesce a muovere, mi pare, solo gli occhi. Impara a comunicare muovendo solo gli occhi. Scrive un libro con gli occhi (nel senso che lo detta alla sua logopedista che poi lo fa pubblicare). Vi giuro è straziante, giuro. Bellissimo. Ha vinto non so quanti premi e gli attori sono incredibili. Finisci di vederlo e se hai ancora qualche neurone che non sia impegnato a produrre lacrime pensi oh mio dio potrebbe capitare anche a me, oh mio dio come sono fortunato a potermi muovere.
Quindi probabilmente sei una persona migliore, almeno per una decina di minuti.
Questo è quanto mi ricordo.

Come ho fatto a scrivere così tanto? Devo andare a letto.
Diciamo che questo post inaugura la rubrica DVD (cinema è impegnativo, non me la sento) e vediamo quanto dura.

Cheers!

P.S.
Probabilmente devo lo spunto di scrivere questo post agli innumerevoli commenti con cui infesto questo blog :)